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L’Ungheria approva una legge che vieta il Pride per “tutelare i minori”: è il primo Paese dell’Ue

Immagine di copertina
Budapest Pride 2015. Credit: Nerdyko / WikiCommons

Le autorità potranno servirsi del riconoscimento facciale per identificare e perseguire i partecipanti con multe fino a 500 euro

L’Ungheria è diventata oggi il primo Paese dell’Unione europea (Ue) ad approvare una legge che, per “tutelare i minori”, vieta le manifestazioni “Pride” della comunità Lgbtqi+. La norma licenziata oggi dal Parlamento di Budapest consente alle autorità di ricorrere persino ai servizi di riconoscimento facciale per identificare e perseguire i partecipanti, che rischiano multe fino a 500 euro.

Il disegno di legge, che permette al governo dell’Ungheria di bandire il famoso Budapest Pride organizzato ogni anno nella capitale dal 1997, era approdato ieri all’Assemblea Nazionale su proposta della maggioranza che fa capo al premier Viktor Orban, forte di due terzi dei seggi in Parlamento. La norma, approvata con 136 voti a favore e 27 contrari, punisce chiunque “organizza o partecipa” a eventi che violano la controversa legislazione ungherese “a tutela dei minori”, definita repressiva nei confronti delle minoranze sessuali da diverse associazioni per i diritti umani e dalle istituzioni dell’Ue, che proibisce la “rappresentazione o la promozione” dell’omosessualità ai minori di 18 anni. I trasgressori rischiano multe fino a 200 mila fiorini ungheresi (circa 500 euro), che lo Stato destinerà a finanziare altre attività a “protezione dei minori”.

La nuova mossa del premier Orban, appoggiata anche dagli euroscettici del movimento Mi Hazánk e dall’estrema destra di Jobbik che non sostengono la coalizione di governo, è soltanto l’ultima adottata in ordine di tempo in Ungheria contro i diritti della comunità Lgbtqi+ ed è stata aspramente contestata dall’opposizione, con i deputati del movimento centrista Momentum (che occupa solo 10 seggi in Parlamento) che hanno protestato in aula lanciando fumogeni colorati contro i banchi della presidenza. Ma anche gli organizzatori del Budapest Pride, che ogni anno richiama migliaia di persone celebrando la storia del movimento Lgbtqi+ e promuovendo l’uguaglianza dei diritti per la comunità gay, lesbica, bisessuale e transgender, hanno definito la decisione della maggioranza di estrema destra di vietare l’evento “una limitazione delle libertà fondamentali di parola e di riunione”.

La legge per la “protezione dei minori” è stata approvata in Ungheria nel 2021 e oltre a vietare la “rappresentazione e la promozione” dell’omosessualità nei contenuti accessibili a chi ha meno di 18 anni attraverso i programmi tv, i film, la pubblicità e le opere di letteratura, proibisce anche di citare questioni relative alla comunità e ai diritti Lgbtqi+ nei programmi di istruzione scolastica e la rappresentazione pubblica di “genere, che devia dal sesso attribuito alla nascita”. Il premier Orban si è più volte presentato come un paladino dei valori tradizionali della famiglia e un difensore della “civiltà cristiana” da quella che definisce “follia di genere”, affermando che le sue politiche mirano a tutelare i minori dalla “propaganda di contenuti sessuali”.

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