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Siria, ultime notizie | Pompeo: “Trump pronto ad azione militare contro Turchia se serve”

Domani, 22 ottobre, è l'ultimo giorno della tregua concordata tra Stati Uniti e Turchia

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 21 Ott. 2019 alle 08:47 Aggiornato il 18 Nov. 2019 alle 15:29
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Credits: Ansa

Le ultime notizie sul conflitto della Turchia contro i curdi in Siria

Sono trascorsi quattro giorni dall’inizio della tregua concordata tra la Turchia e gli Stati Uniti il 17 ottobre scorso. Ankara si impegnava a cessare il fuoco a patto che i curdi iniziassero la ritirata da una “safe zone” di 30 chilometri al confine tra Siria e Turchia, a est del fiume Eufrate.

I combattenti curdi ieri, 20 ottobre, hanno annunciato di aver concluso il ritiro dalla città di Ras al Ayn. La tregua dovrebbe durare fino a domani sera, martedì 22 ottobre, ma il presidente della Turchia Recyp Tayp Erdogan ha già minacciato che “se non ci sarà il ritiro delle milizie curde Ypg entro martedì” riprenderà  l’operazione militare e tornerà a “spaccare le teste dei terroristi”.

La sospensione del conflitto tra la Turchia e i curdi nel nord-est della Siria potrebbe dunque rivelarsi solo temporanea: entrambe le parti si accusano di aver violato il cessate il fuoco e solo domani sarà possibile capire se i curdi accetteranno di completare il ritiro.

Sul fronte politico internazionale continuano i tentativi di mediazione diplomatica. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente turco Erdogan domani a Sochi discuteranno dei futuri sviluppi della situazione in Siria dopo la scadenza dell’ultimatum di 120 ore imposto da Ankara alle milizie curde per lasciare la zona di sicurezza.

Intanto, il segretario alla Difesa Usa, Mark Esper, ha reso noto che le truppe statunitensi che lasciano la Siria si stanno recando in Iraq, da dove continueranno a condurre operazioni contro l’Isis per impedirne la rinascita.

Secondo i dati dell’organizzazione internazionale Mezzaluna rossa il bilancio delle vittime in Siria è di 235 morti, tra cui 22 bambini, e 677 feriti.

TPI ha sul campo l’inviata speciale Benedetta Argentieri che da lì documenta tutto quello che sta accadendo nel Rojava a danno dei curdi, violentemente attaccati da Erdogan.

Qui le ultime notizie, il bollettino, di lunedì 21 ottobre 2019:

ore 21,25 – Pompeo: “Trump pronto ad azione militare contro Turchia se serve”. Secondo il segretario di Stato Usa Mike Pompeo, il presidente Usa Donald Trump è “completamente preparato” a un’azione militare contro la Turchia se “necessario”. Pompeo ha sottolineato però che gli “Stati Uniti preferiscono la pace alla guerra”. “Nel caso in cui un’azione militare fosse necessaria, il presidente Trump è assolutamente pronto” ha poi aggiunto il segretario di Stato.

ore 19,20 – Macron a Putin: “Il cessate il fuoco deve continuare”. Il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso di un colloquio telefonico con l’omologo russo Vladimir Putin, ha insistito oggi sull'”importanza di un prolungamento del cessate il fuoco attualmente in vigore” nel nord-est della Siria, come anche di un'”uscita dalla crisi con mezzi diplomatici”.

ore 18,34 – Trump, cessate il fuoco in Siria sta tenendo. “Non ci siamo mai accordati per proteggere i curdi per il resto della loro vita. Il cessate il fuoco sta tenendo”. Lo afferma Donald Trump, sottolineando che se la Turchia continua a “comportarsi male” gli Stati Uniti possono imporre sanzioni e dazi.

ore 17,15 – Incontro Putin-Erdogan. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan domani a Sochi discuteranno dei futuri sviluppi della situazione in Siria dopo la scadenza dell’ultimatum di 120 ore imposto da Ankara alle milizie curde per lasciare la zona di sicurezza che Erdogan vuole creare lungo la frontiera fra Turchia e Siria: lo ha sottolineato il consigliere del Cremlino per la politica esteri Iuri Ushakov. “Com’è noto – ha detto Ushakov, citato dall’agenzia Interfax – queste 120 ore, o cinque giorni, scadranno già domani. Vedremo come evolverà la situazione. E’ di questo che discuteranno i nostri leader”.

ore 16,30 – Truppe Usa a difesa dei giacimenti. Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha spiegato che parte delle forze statunitensi impegnate in Siria potrebbero rimanere nel nord-est del paese e collaborare con le Forze democratiche siriane per proteggere i giacimenti petroliferi ed evitare che finiscano nelle mani dei miliziani dell’Isis. Esper ha aggiunto che finora si tratta solo di un’ipotesi.

ore 15,30 – Onu, 176 mila sfollati da inizio operazione militare turca. Dal 9 ottobre scorso, data in cui la Turchia ha lanciato l’operazione militare nel nord-est della Siria, gli sfollati nell’area sono stati 176 mila. A loro si aggiungono altre 4.100 persone che hanno cercato rifugio oltre il confine con l’Iraq. Lo rende noto la sezione siriana dell’ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA). Al 20 ottobre, il Programma alimentare mondiale (World Food Programme, WFP) ha fornito assistenza a 218 mila persone nelle province di Al-Hasakeh e Raqqa.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

ore 14,00 – Truppe Usa in Iraq. Le truppe americane che si stanno ritirando dalla Siria stanno già attraversando il confine con l’Iraq. Lo riportano i media Usa, e le immagini tv mostrano come i blindati del convoglio sono stati accolti da insulti e più volte bersagliati dal lancio di patate e frutta marcia da parte delle popolazioni curde che l’amministrazione Trump ha deciso di lasciare al loro destino. Civili curdo-siriani hanno protestato contro i militari americani. Lo riferisce il sito di notizie curdo-siriano Anha, che pubblica un video in cui si mostrano alcuni civili, tra cui donne, che lanciano patate contro un blindato statunitense mentre scandiscono slogan contro le truppe americane.

ore 12,50 – Ministro degli Esteri russo Lavrov – “Strutture curde siano integrate nella legge siriane” – “Nessun pericolo per la Turchia deve giungere dal territorio siriano, dove le unità armate illegali devono sparire e le strutture curde devono essere integrate “nella sfera legale siriana, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov in una conferenza stampa a Mosca con il suo omologo bulgaro.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

ore 12,20 – Fonti Difesa turca: “Esclusa una estensione della tregua” – Se non si completerà entro domani sera il ritiro delle milizie curde dalla zona di sicurezza turca nel nord-est della Siria, non ci sarà alcuna estensione della tregua. Lo riferiscono fonti della Difesa di Ankara.

ore 12,05 – Erdogan: “Ue e Nato dalla parte dei terroristi” – I Paesi occidentali si sono “schierati dalla parte dei terroristi” contro la Turchia criticando l’operazione militare contro le milizie curde nel nord-est della Siria, ha sostenuto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, tornando a denunciare l’isolamento di Ankara. “Riuscite a crederci? Tutto l’Occidente si è schierato con i terroristi e ci ha attaccato”, ha aggiunto accusando esplicitamente “i Paesi della Nato e i Paesi dell’Unione europea” (qui il pezzo completo).

ore 10,05 – Ministro degli Esteri turco – “I terroristi devono ritirarsi entro domani o l’operazione riprenderà” –  “Se i terroristi non si ritirano dal nord-est della Siria, “l’operazione riprenderà”, ha ribadito il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, aprendo a Istanbul il forum della tv statale Trt World.

ore 8,40 – Mosca:  speriamo che una cooperazione con Usa e Turchia porti stabilità – “Speriamo davvero che i passi che vengono intrapresi ora, la nostra interazione con i nostri colleghi turchi e americani, ci consentiranno non di abbassare, ma di aumentare il livello di sicurezza e stabilità in questa regione”, ha detto il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu parlando ai partecipanti del Forum Xiangshan di Pechino. “La fuga di alcuni terroristi dell’Isis dai centri in cui erano reclusi in Siria è un problema che deve essere affrontato immediatamente e non solo a livello di Russia, Turchia e Stati Uniti”, ha aggiunto.

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