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Home » Esteri

Siria, nuovi bombardamenti a Ghouta est: pericolo per il convoglio umanitario della Croce Rossa

Immagine di copertina
Camion della Croce Rossa Internazionale in Siria. Credit: Afp

I camion forniranno gli aiuti che non erano stati distribuiti il ​​5 marzo. Ma nuovi raid aerei mettono i pericolo i mezzi entrati nell’enclave ribelle assediata della Ghouta orientale

Almeno tredici camion del convoglio umanitario della Croce Rossa Internazionale sono entrati venerdì 9 marzo nell’enclave ribelle assediata della Ghouta orientale, alla periferia di Damasco, che da oltre un mese si trova sotto l’offensiva del regime siriano e dei suoi alleati.

Ma, secondo l’Onu, nuovi bombardamenti nella zona assediata dal regime di Bashar al Assad mettono in pericolo il convoglio umanitario entrato nell’ultima roccaforte dei ribelli.

Il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Siria, Ali al-Zaatari, ha riferito di attentati dinamitardi nei pressi della grande città di Duma, nonostante “assicurazioni di sicurezza fornite da parti, inclusa la Federazione Russa”.

SPECIALE | Guerra in Siria |  Siria, nuovi attacchi con gas cloro a Ghouta

Lunedì 5 marzo, un primo convoglio umanitario di 46 camion era entrato nella città di Douma, il principale centro urbano dell’enclave ribelle assediata, ma 14 veicoli non avevano potuto scaricare gli aiuti a causa della ripresa dei combattimenti e così erano dovuti rientrare, sospendendo le operazioni.

Dal 18 febbraio le vittime registrate nella zona della Ghouta orientale sono state circa 930, di cui 24 civili sarebbero rimaste vittime dei bombardamenti nella giornata dell’8 marzo. Secondo l’ong Medici senza frontiere invece il numero è ben più alto: tra il 18 febbraio e il 3 marzo le strutture mediche supportate da MSF hanno contato oltre 4.800 feriti e più di mille morti.

“I nostri operatori consegneranno gli aiuti che non sono stati distribuiti il ​​5 marzo”, ha detto Ingy Sedky, portavoce del Comitato internazionale della Croce Rossa a Damasco, all’agenzia di stampa Afp, confermando che il convoglio si trova già nell’enclave ribelle.

La consegna degli aiuti umanitari mancanti era prevista per giovedì 8 marzo, ma era stata nuovamente posticipata a causa dei combattimenti.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, non ci sono stati attacchi aerei nelle città della Ghouta durante la notte, per la prima volta da quando il governo di Damasco ha lanciato la propria offensiva. I combattimenti hanno raggiunto le città di Douma, Hammouriya e Jisrine.

Nella notte tra mercoledì e giovedì sono stati segnalati inoltre almeno 60 casi di soffocamento, di cui circa la metà dovuta all’uso di gas cloro.

Il regime di Bashar al Assad, secondo l’Osservatorio, sta provando a tagliare in due l’enclave per mettere in difficoltà i principali gruppi ribelli che la controllano, Jaish al-Islam a nord e Faylaq al-Rahman a sud. Il regime ha riconquistato ormai quasi il 60 per cento del territorio.

Leggi anche: Si parla sempre meno di Siria, ma il governo di Assad massacra ancora i suoi civili 

Leggi anche: Il Consiglio di sicurezza Onu ha finalmente approvato una tregua di 30 giorni in Siria

Leggi anche: Dove si combatte oggi in Siria: tutti i fronti di guerra 

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