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In Siria comincia l’evacuazione del campo di al-Hol: scomparsi migliaia di familiari di miliziani dell’Isis

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Il campo di al-Hol in Siria nel 2019, dove erano rinchiusi migliaia di familiari dei miliziani dell’Isis. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

A inizio anno ospitava 21mila parenti di jihadisti. Ma dopo gli ultimi scontri tra le truppe di Damasco e le milizie curde la popolazione è scesa a meno di cinquemila persone. E ora verrà chiuso

Le forze fedeli al governo di Damasco, in Siria, hanno iniziato oggi l’evacuazione dei residenti rimasti nel campo di al-Hol, che da anni ospita le famiglie dei miliziani del sedicente Stato Islamico (Isis).
Migliaia di familiari di membri dell’Isis sono scomparsi da quando a fine gennaio il campo, situato nel nord-est della Siria, è passato sotto controllo governativo a seguito degli scontri tra le truppe del nuovo governo di Damasco, guidato dall’ex jihadista Ahmed al-Sharaa, e le milizie filo-curde delle Forze Democratiche Siriane (Sdf).
“L’evacuazione è iniziata oggi”, ha dichiarato all’agenzia di stampa francese Afp il responsabile ad interim del campo, Fadi al-Qassem. “Il campo sarà completamente evacuato entro una settimana e non rimarrà più nessuno”. Queste persone, secondo il funzionario, saranno trasferite in altro sito nel nord della Siria. Ma il giallo su tutti gli altri resta.

Il più grande campo di prigionia dell’Isis
Il campo di Al-Hol si trova a circa 45 chilometri a est della città di Hasakeh, nel nord-est della Siria vicino al confine con l’Iraq. Costruito nei primi anni Novanta per ospitare i rifugiati iracheni e riaperto dopo l’invasione statunitense del 2003, al-Hol fu utilizzato dall’Isis come punto di passaggio tra Siria e Iraq, ai tempi del sedicente califfato di Abu Bakr al-Baghdadi.
Ma quando le Forze Democratiche Siriane (Sdf) ne ripresero il controllo nel 2015, questo campo fu dapprima utilizzato per ospitare gli sfollati siriani. Poi, dopo la sconfitta dell’Isis a Baghouz nel 2019, divenne un centro per le famiglie dei mercenari del sedicente Stato islamico. All’apice della crisi, al-Hol ospitava circa 74mila persone, in maggioranza donne e bambini.
Tuttavia, all’inizio gennaio 2026, nel campo si contavano circa 21mila persone, tra cui almeno 15.245 cittadini siriani e 6.352 donne e bambini di 42 nazionalità diverse. Dopo gli scontri tra le truppe governative di Damasco e le milizie curde delle Sdf, secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), la popolazione di al-Hol è scesa in maniera significativa. Il campo, secondo fonti curde, non conta più di 5.000 residenti, prevalentemente di nazionalità siriana. Almeno 5.700 detenuti accusati di terrorismo, hanno fatto sapere la scorsa settimana le forze armate Usa, sono stati trasferiti in Iraq da campi di prigionia e carceri siriane. Una cifra poi confermata dal Centro Nazionale per la Cooperazione Giudiziaria Internazionale dell’Iraq, secondo cui 5.704 sospetti appartenenti all’Isis e provenienti da 61 paesi sono giunti nel Paese arabo vicino. Degli altri però non si conosce la sorte.
L’accordo raggiunto a fine gennaio tra il presidente del governo di transizione siriano al-Sharaa e il comandante delle Sdf Mazloum Abdi prevede che la responsabilità dei prigionieri dell’Isis e delle loro famiglie spetti a Damasco.

[LEGGI ANCHE: Festival del Cinema di Venezia, Benedetta Argentieri a TPI: “Vi racconto il mio film sulle donne dell’Isis”]

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