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Migranti, naufragio nel mar Egeo vicino alla Turchia: 9 morti, 6 sono bambini

Immagine di copertina
Un'imbarcazione di migranti

L'imbarcazione è affondata intorno alle 2 di notte vicino all'isola di Kekova Geykova, nel mar Egeo. Cinque persone sono state soccorse, un'altra è ancora dispersa

Nove migranti, tra cui 6 bambini, sono morti a seguito del naufragio di un motoscafo nel Mar Egeo, davanti alle coste turche.

L’imbarcazione su cui viaggiavano è entrata in avaria ed è affondata intorno alle 2 di notte vicino all’isola di Kekova Geykova, nei pressi della località balneare turca di Demre, nel golfo di Antalya.

Tre uomini e una donna sono stati soccorsi dalla Guardia costiera turca, mentre un quinto migrante è stato salvato da un peschereccio. Un altro è ancora disperso.

Tra le vittime ci sono 6 bambini, 2 uomini e una donna. La loro nazionalità non è stata ancora resa nota.

Secondo le prime ricostruzioni, il motoscafo era probabilmente diretto all’isola greca di Kastellorizo, davanti alla città turca di Kaz.

Nel 2015  più di un milione i profughi siriani avevano raggiunto la Grecia passando dalla Turchia, ma nel 2016 il numero degli sbarchi si è ridotto notevolmente in seguito all’accordo stipulato dall’Unione europea con il governo turco.

Il nuovo naufragio si inserisce nel dibattito sui migranti e le Ong che sta interessando l’Italia dalla nascita del nuovo governo a guida Conte.

Dopo aver giurato come ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha rilasciato alcune dichiarazioni su quelle che saranno le sue priorità: “Una priorità sarà rimpatrio di circa 500mila migranti irregolari. Ci sono solo 6mila rimpatri l’anno attualmente, troppo pochi”.

“Sarà quindi necessario stipulare accordi con i paesi di provenienza. L’Italia ne ha già alcuni con Tunisia, Egitto, Nigeria, Sudan e Gambia, ci servono però più fondi”.

“I 5 miliardi per il sistema di accoglienza vanno ridotti”, ha proseguito il leader della Lega.

Per Salvini, il Viminale rappresenta un ministero simbolo delle battaglie che, da leader politico, porta avanti ormai da anni. Lo stesso vale per il suo partito, la Lega, che anche prima di Salvini aveva sempre messo al centro delle sue priorità politiche temi come il contrasto all’immigrazione illegale e la sicurezza.

Esaminando il contratto di governo, si può notare come si parli innanzitutto della creazione di centri di detenzione per gli immigrati irregolari che possano contenerli tutti. La stima degli immigrati irregolari fatta da Lega e M5s è di circa 500mila persone.

I centri verranno creati in tutte le regioni, e avranno la funzione di accelerare (oltre che di aumentare) le espulsioni.

Nel contratto di governo c’è anche scritto che le domande per il diritto di asilo dovranno essere effettuate e valutate nei paesi di origine e di transito (non, quindi, in Italia) in strutture che garantiscano la piena tutela dei diritti umani.

Viene poi sollecitata la stipula di accordi bilaterali con i paesi di transito e di origine dei richiedenti asilo, anche qui per velocizzare le procedure di rimpatrio.

C’è poi la volontà di intervenire sul regolamento di Dublino, stabilendo il principio di equa ripartizione dei richiedenti asilo tra i vari paesi dell’Unione Europea, con parametri oggettivi e quantificabili.

Salvini intende poi stabilire delle specifiche fattispecie di reati che, se commessi da richiedenti asilo, comportino l’immediato allontanamento dal territorio nazionale.

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