Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:33
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

L’Europa pensa di tassare i jeans Levis per rispondere ai dazi di Trump

Immagine di copertina

Bruxelles prepara le contromisure alla guerra commerciale del presidente americano: Cecilia Malmström, commissaria per il commercio, ha detto che si stanno valutando "possibili ritorsioni"

Se il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, procederà con l’introduzione di dazi sull’acciaio e l’alluminio, l’Unione europea potrebbe rispondere con una tassa del 25 per cento sui jeans Levis e altri beni provenienti dall’altra parte dell’Oceano Atlantico.

Cecilia Malmström, commissaria europea per il commercio, ha dichiarato alla BBC: “Stiamo valutando le possibilità di ritorsione”, il che significa che metteremo anche tasse o dazi sulle importazioni statunitensi nell’Unione europea”.

Bruxelles sta preparando la propria controffensiva, qualora la guerra commerciale annunciata dal presidente americano Trump si traduca in azioni concrete.

L’Ue ha predisposto un elenco di merci provenienti dagli States che potrebbero essere tassate e, tra queste, ci sono i jeans Levis, il whiskey Bourbon e le moto Harley Davidson.

Delle possibili contromisure europee si discuterà mercoledì 7 marzo, in occasione della riunione del collegio dei commissari.

Il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas, ha fatto sapere che le iniziative saranno “rapide, ferme, proporzionate” e “in linea con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio”.

Il primo marzo 2018 il presidente americano Trump aveva annunciato di voler imporre dazi su alcune materie, tra cui acciaio e alluminio, che gli Stati Uniti importano in grande quantità dall’Europa, dal Canada e dalla Cina.

In un successivo tweet Trump aveva detto che “le guerre commerciali sono una cosa buona” quando un paese sta perdendo molti miliardi di dollari negli scambi commerciali.

Per il momento si tratta solo di annunci, ma il primo marzo il presidente aveva detto che la decisione finale sarebbe stata presa entro la settimana successiva.

L’intenzione di Trump è quella di introdurre dazi del 25 per cento sull’acciaio e del 10 per cento sull’alluminio. La misura andrebbe a colpire alcuni settori chiave dell’economia europea, come quello automobilistico.

Nel caso in cui il piano del presidente americano si tradurrà in provvedimenti, la Commissione europea si rivolgerà all’Organizzazione mondiale del Commercio.

Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker ha fatto sapere che l’Europa reagirà “in modo fermo e proporzionato per difendere i suoi interessi”.

Il potavoce della Commissione Schinas ha risposto che “l’Europa è un progetto di pace” a chi gli chiedeva della possibile guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Ma le mosse protezionistiche di Trump stanno mettendo in allarme anche gli altri partner commerciali di Washington.

Il Primo ministro britannico, Theresa May, ha espresso “profonda preoccupazione” per l’ipotesi di dazi  su acciaio e alluminio, osservando che un’azione multilaterale sarebbe l’unico modo per risolvere il problema della sovraccapacità globale in tutti gli interessi delle parti.

Da parte sua, la Cina ha avvertito che non vuole una guerra commerciale con gli Stati Uniti, ma anche che non starà a guardare se la sua economia sarà danneggiata.

Zhang Yesui, portavoce dell’Assemblea nazionale del popolo cinese, ha detto che “alcuni attriti” tra gli Stati Uniti e la Cina sono naturali, dato che il volume degli scambi tra loro ha superato lo scorso anno 580 miliardi di dollari (420 miliardi di sterline).

Ma ha anche aggiunto che Pechino prenderebbe le “misure necessarie”, se i suoi interessi fossero danneggiati.

Dal Canada Francois-Philippe Champagne, ministro canadese del commercio, ha sottolineato che i dazi “sarebbero inaccettabili”, ricordando che Stati Uniti e Canada sono legati non solo da una partnership commerciale (Nafta) ma anche da un’alleanza difensiva.

Anche il Fondo monetario internazionale, infine, ha criticato il piano di Trump, ammonendo che i dazi danneggerebbero sia l’economia degli Stati Uniti che quella di altri Stati.

Inoltre, secondo l’Fmi, altri paesi potrebbero essere tentati di seguire il modello del presidente americano.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump ai suoi elettori: "Potrei dirvi le cose più stupide e voi applaudireste lo stesso". E scatta l’applauso
Esteri / Gli osservatori dell'Osce non monitoreranno il corretto svolgimento delle elezioni di midterm negli Usa
Esteri / Trump: “Russia e Ucraina d’accordo per una tregua sui siti energetici”. Ma Kiev e Mosca non confermano
Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump ai suoi elettori: "Potrei dirvi le cose più stupide e voi applaudireste lo stesso". E scatta l’applauso
Esteri / Gli osservatori dell'Osce non monitoreranno il corretto svolgimento delle elezioni di midterm negli Usa
Esteri / Trump: “Russia e Ucraina d’accordo per una tregua sui siti energetici”. Ma Kiev e Mosca non confermano
Esteri / Trump contro Navi Pillay: “Nobel vergognoso, odia l’America e Israele”
Esteri / L'Ice spara a un newyorkese mentre in auto c'è suo figlio di 5 anni
Esteri / La denuncia di Emergency a TPI: “Solo l’1% dei beni che entrano nella Striscia di Gaza sono materiali sanitari”
Esteri / Il puzzle insanguinato della Cisgiordania: così le colonie di Israele spezzano i Territori palestinesi
Esteri / La guerra a oltranza di Netanyahu: tutti i fronti dove Israele è in prima linea
Esteri / Chi resterà in Libano dopo il ritiro della missione Unifil?
Esteri / La grande illusione di Israele: "Le vittorie tattiche non bastano. Bisogna trasformarle in assetti politici stabili"