Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 10:53
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

Coronavirus, tutti gli errori dei primi giorni che hanno permesso il contagio

Immagine di copertina
Medici al lavoro per i test sanitari Credit: Ansa

Mascherine infette, ritardi, messaggi non ascoltati e mancanza del personale

Coronavirus, tutti gli errori dei primi giorni che hanno permesso il contagio

Nella gestione dell’emergenza Coronavirus molti sono stati gli errori. Il primo caso di “malattia polmonare misteriosa” a Wuhan è stato registrato ufficialmente l’8 dicembre. Altri malati, una decina pare, nel giro di una settimana. E tutti erano passati dal mercato del pesce e della carne selvatica. Ma solo a fine dicembre a Pechino sono stati informati e si sono davvero interessati.

Il 31 dicembre l’Oms di Ginevra ha ricevuto la prima comunicazione di problemi sanitari da Wuhan. E fino a metà gennaio i malati di “polmonite misteriosa” per Wuhan erano incredibilmente solo 45. Solo ieri, in un giorno solo, hanno perso in altri 45 la battaglia col virus, portando il totale ufficiale dei morti a 304.

“Siamo soldati che si muovono sul campo di battaglia, ogni tipo di proiettile vola intorno a noi”, dice ora il dottor Wang Guangfa, primario di medicina polmonare alla Peking University della capitale.

Coronavirus, la Cina sapeva: 10 giorni di silenzio dietro al contagio

Coronavirus, gli errori

1. Previsioni sbagliate 

Wang ammette di aver sbagliato nelle prime previsioni epidemiologiche. Aveva diagnosticato che il virus non si sarebbe diffuso tra persone, ma solo dalla carne infetta del mercato di Wuhan, da quell’animale serbatoio ancora non individuato con sicurezza: serpente, pipistrello?

Il professor Wang era andato a Wuhan, da Pechino, dopo metà gennaio, e aveva annunciato che il contagio poteva essere “prevenuto e contenuto”.

2. Il mercato e le poche precauzioni

La chiusura del mercato di Wuhan sarebbe bastata. Il sindaco lo aveva già fatto fare a inizio gennaio, e furono cancellate anche le “impronte digitali” del virus, la carne dell’animale che ha causato la prima infezione. Poi erano ripresi i grandi preparativi per il Capodanno lunare, anche un grande banchetto per 10 mila famiglie a spese dell’amministrazione locale.

Pochi giorni dopo, in piena epidemia, Wang, tornato a Pechino, scoprì di essere stato contagiato anche lui, durante la missione in un ospedale del ground zero dello Hubei. Non aveva preso precauzioni. Superbia dottorale e sfortuna hanno dato al virus più tempo per diffondersi.

Wang in un’intervista alla stampa cinese ora dice di aver sottovalutato i primi sintomi, di aver pensato a una comune influenza e di aver ritardato gli esami. Lo hanno ricoverato, giovedì fortunatamente lo hanno dimesso.

2. Il mercato e le poche precauzioni

C’erano medici ospedalieri a Wuhan, che da fine dicembre credevano di aver individuato la “misteriosa polmonite” di cui parlavano le autorità. Avevano lanciato su una chat il dubbio che si trattasse di un ritorno della Sars debellata nel 2003. Il leader del gruppo era il giovane dottor Li Wenliang, specialista di oftalmologia.

Che c’entra l’oftalmologia con il virus? Secondo l’allarme di Li, proprio nel suo reparto erano ricoverati in isolamento sette pazienti con sintomi polmonari gravi. Uno screenshot del suo post ha cominciato a circolare: era il 30 dicembre.

4. Le voci non ascoltate

Le autorità di Wuhan hanno mandato la polizia ad ammonire i “propagatori di voci” e hanno oscurato la loro chat online. Erano otto quei medici. Breve detenzione per interrogatorio, del dottor Li, poi rilascio e processo per chiudere il caso. Nel frattempo anche Li è stato contagiato da un paziente, ma si è già ripreso. E ora è stato vendicato. La Corte suprema del popolo cinese ha detto che non ha “fabbricato notizie”. E, in modo ipocrita, nella sentenza si osserva che comunque aveva sbagliato diagnosi perché non era Sars, ma un nuovo Coronavirus sconosciuto.

Il Global Times, giornale comunista e nazionalista di Pechino, conclude che “in retrospettiva, dovremmo elogiarli altamente, erano stati saggi”.

La Cina si vanta di essere la nuova potenza mondiale, ma il Coronavirus non l’ha colta  pronta ad affrontare un’emergenza.

Leggi anche:

Coronavirus: primi due casi accertati in Italia, chiuso traffico aereo da e per la Cina

Coronavirus in Italia, psicosi razzista: “Alla larga dai cinesi!” (di G. Gambino)

Coronavirus: tutto quello che c’è da sapere sul virus cinese ed evitare la psicosi

Coronavirus, l’esperto che svelò la verità sulla SARS: “Entro 10 giorni l’apice dell’epidemia”

Coronavirus | Esclusivo TPI, video dalla Cina: mascherine usate vendute clandestinamente

Ti potrebbe interessare
Esteri / Afghanistan, attentato esplosivo a Jalalabad: 8 morti
Esteri / “Tassate noi ricchi”: a TPI parla l’ereditiera tedesca che propone la patrimoniale per colmare le disuguaglianze
Esteri / Tunisia: il presidente Saied si attribuisce poteri quasi illimitati. “È un colpo di stato”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Afghanistan, attentato esplosivo a Jalalabad: 8 morti
Esteri / “Tassate noi ricchi”: a TPI parla l’ereditiera tedesca che propone la patrimoniale per colmare le disuguaglianze
Esteri / Tunisia: il presidente Saied si attribuisce poteri quasi illimitati. “È un colpo di stato”
Esteri / Draghi: "L'Italia donerà 45 milioni di vaccini ai Paesi più poveri"
Esteri / Germania, niente stipendio ai no vax in quarantena: “Perché devono pagare altri per chi sceglie di non vaccinarsi?”
Esteri / Elezioni in Germania: chi sarà il successore di Angela Merkel. La guida al voto
Esteri / Francia, candidato alle presidenziali attacca la Nutella: “Fa male ai bambini e all’ambiente”
Esteri / Condannato a 25 anni l’eroe di “Hotel Rwanda”: salvò 1.200 persone dal genocidio
Esteri / “Russia responsabile dell’assassinio di Litvinenko”: la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo
Esteri / La disperazione di Haiti dopo il terremoto: il fotoreportage su The Post Internazionale