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Home » Esteri

Iran annuncia l’apertura di Hormuz dopo la tregua in Libano. Volenterosi: Inghilterra e Francia guideranno missione pacifica nello Stretto

Immagine di copertina
Credit: AGF

“In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il periodo residuo del cessate il fuoco (la prossima settimana, ndr) sulla rotta coordinata come già annunciata dall’organizzazione Porti e organizzazione marittima della repubblica Islamica dell’Iran”. Queste le parole del ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi che ha poi chiarito: “Per passare servirà il via libera dei Pasdaran e non sarà consentito il transito alle navi militari”.

Poco dopo è arrivata la dichiarazione di Donald Trump che ha ringraziato per la riapertura ma specificato che “il blocco navale Usa rimarrà pienamente in vigore esclusivamente nei confronti dell’Iran, finché la nostra transazione con l’Iran non sarà completata al 100 per cento”.

“L’Iran ha tolto le mine dallo Stretto di Hormuz”, ha poi scritto Donald Trump sul suo social Truth. “L’Iran, con l’aiuto degli Stati Uniti, ha rimosso, o sta rimuovendo, tutte le mine marine! Grazie!”. Intanto – secondo Axios – il prossimo round di trattative tra Stati Uniti e Iran è atteso a Islamabad probabilmente domenica.

Riunione “volenterosi”

Nella mattinata di oggi, 17 aprile, si è inoltre svolta a Parigi la riunione dei “volenterosi” sullo stretto di Hormuz a cui hanno partecipato il primo ministro inglese, Starmer, il presidente francese, Macron, il cancelliere tedesco, Merz e la presidente del consiglio italiano, Meloni. Al termine sono arrivate le dichiarazioni dei leader ai media. Saranno Gran Bretagna e Francia a guidare la missione internazionale per garantire la libertà di navigazione nello stretto. “Sarà una missione difensiva e pacifica”, ha assicurato Keir Starmer. Il premier britannico ha poi salutato “con favore” l’annuncio della riapertura dello Stretto di Hormuz, ma ha anche invitato alla cautela. “Dobbiamo far sì che la riapertura sia duratura e attuabile”, ha detto. Da qui la necessità di una missione internazionale, di cui si è discusso nell’incontro nella capitale francese, cui hanno partecipato 49 paesi.

Iran annuncia l'apertura di Hormuz dopo la tregua in Libano. Volenterosi: Inghilterra e Francia guideranno missione pacifica nello Stretto
Il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro italiano Giorgia Meloni, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Credit: AGF

Quella di Parigi è “un’iniziativa estremamente importante, è il motivo per cui ho tenuto ad esserci personalmente. È una questione centrale”, le parole di Giorgia Meloni. “E’ chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva – ha aggiunto la premier italiana -. Mi pare che anche su questo ci fosse questa mattina pieno accordo. Stiamo portando avanti un’importante azione di pianificazione a livello nazionale. L’Italia offre, nel quadro chiaramente che ho appena disegnato, la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali, chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali”.

“Il messaggio di oggi è un messaggio di speranza” ma anche di “unità” dell’Europa e degli altri partecipanti della comunità internazionale per la sicurezza marittima nello stretto di Hormuz. Sono invece state le parole del presidente francese, Emmanuel Macron.

La Germania è disponibile a partecipare alla missione a guida Francia-Gran Bretagna per la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, ma solo se ci sarà “una forte base giuridica”. A chiarirlo è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, nelle dichiarazioni alla stampa. Merz ha citato un necessario via libera “del parlamento tedesco”, ma anche “una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. Berlino potrebbe occuparsi di sminamento, ha spiegato.

Iniziativa che però non ha trovato il consenso di Donald Trump che è tornato ad attaccare la Nato, definendola una “tigre di carta” e dicendole a chiare note di “stare fuori” da Hormuz. “Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz si è risolta, ho ricevuto una telefonata dalla Nato in cui” gli alleati “mi chiedevano se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta”, ha detto sul suo social Truth.

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