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Canada: il Partito Liberale sceglie l’ex governatore della Banca centrale Mark Carney per sostituire il premier Justin Trudeau. Ecco chi è l’anti-Trump

Immagine di copertina
Il premier in pectore del Canada, Mark Carney, nuovo leader del Partito liberale. Credit: SOPA Images/SIPA / AGF

Ex dirigente di Goldman Sachs, ha guidato anche la Banca d'Inghilterra. Dopo la vittoria ha subito avvisato Donald Trump: "Nel commercio come nell'hockey, il Canada vincerà"

Mark Carney è stato eletto nuovo leader del Partito Liberale del Canada, che ha scelto l’ex governatore della Banca centrale di Ottawa e dell’Inghilterra come nuovo premier al posto di Justin Trudeau per guidare il movimento alle prossime elezioni federali previste entro ottobre. Malgrado la nomina di Carney però Trudeau resterà in carica come primo ministro del Canada per un periodo di transizione ancora da definire, in attesa dell’insediamento del suo successore. Anche la data delle elezioni resta tuttora incerta.

Il cammino dell’ex banchiere centrale e consigliere economico dell’attuale premier durante la pandemia di Covid-19 si annuncia subito in salita, soprattutto a causa dei sempre più tesi rapporti tra il Canada e gli Stati Uniti di Donald Trump, che ha più volte annunciato l’intenzione di rendere il Paese vicino il 51esimo stato degli Usa, rivolgendosi a Trudeau con l’appellativo di “governatore” invece di primo ministro di una nazione straniera.

Non a caso, nelle sue prime dichiarazioni dopo il voto, Carney ha subito fatto riferimento alle tensioni con gli Stati Uniti, affermando che il suo governo avrebbe “creato nuove relazioni commerciali con partner affidabili” e promettendo di mantenere i dazi imposti per ritorsione dal suo predecessore sui beni provenienti dagli Usa “finché gli americani non mostreranno un po’ di rispetto al Canada”.

“Le nuove minacce richiedono nuove idee e un nuovo piano”, ha dichiarato ieri Carney alla convention del Partito Liberale prima di prendersela direttamente con il presidente degli Stati Uniti: “Sta attaccando le famiglie, i lavoratori e le aziende canadesi, non possiamo permettergli di avere successo e non lo faremo”. “Nel commercio come nell’hockey, il Canada vincerà”, ha poi aggiunto l’ex banchiere centrale, che però alle prossime elezioni dovrà vedersela con il leader conservatore Pierre Poilievre, in testa in tutti i sondaggi.

“Lavorando per Trudeau, Carney ha reso il Canada più debole e più povero; lavorando per sé stesso, Carney ha reso gli Stati Uniti più ricchi e più forti”, ha affermato Poilievre in un comizio tenuto ieri in vista del voto del Partito Liberale. “Donald Trump pensa di poterci indebolire con il suo piano divide et impera. Il piano di Pierre Poilievre ci lascerà divisi e pronti a essere conquistati”, ha risposto Carney dopo essere stato eletto. Il compito dell’ex governatore della Banca del Canada e della Banca d’Inghilterra di mantenere i liberali al governo appare però sempre più fattibile, visto il recente recupero di consensi dovuto proprio agli attacchi di Donald Trump contro Trudeau, finito al centro di una serie di scandali e crisi politiche interne dopo un decennio alla guida del Paese.

Ecco chi è Mark Carney: l’anti-Trump canadese
Nato il 16 marzo del 1965 a Fort Smith, nei Territori del Nord-Ovest, e cresciuto a Edmonton, in Alberta, Carney è figlio di due insegnanti. Da giovane, secondo il sito web della sua campagna elettorale, ha giocato a hockey su ghiaccio come portiere.

In seguito si è trasferito negli Stati Uniti per conseguire una laurea in economia all’Università di Harvard. Poi ha anche ottenuto un master e un dottorato in economia all’Università di Oxford, nel Regno Unito. Quindi ha trascorso 13 anni nella banca d’investimenti Goldman Sachs, passando da diversi uffici della società a Londra, Tokyo, New York e Toronto. Ma nel 2003 è entrato nella Bank of Canada, l’istituto centrale di Ottawa.

Cinque anni dopo, all’inizio della grande crisi finanziaria, ha assunto l’incarico di governatore, concluso nel 2013. Al termine del suo mandato quinquennale divenne il primo cittadino straniero a essere scelto per guidare la Banca d’Inghilterra durante il turbolento periodo della Brexit. Dal 2020 ha poi servito come inviato speciale delle Nazioni Unite per l’azione per il clima e la finanza.

Impegnato in politica in prima persona sin dal 2022, quando appoggiò la candidatura della liberale Catherine McKenney a sindaco di Ottawa (incarico ottenuto invece dall’indipendente Mark Sutcliffe), nell’ottobre dell’anno successivo diede il proprio sostegno al cancelliere ombra del partito laburista britannico Rachel Reeves come prossimo Cancelliere dello scacchiere (segretario al Tesoro, ndr) del Regno Unito, una carica andata proprio all’economista inglese dopo la vittoria della sinistra alle elezioni britanniche del luglio scorso. Nel settembre 2024 fu poi nominato dal premier canadese Justin Trudeau presidente della “Task Force sulla crescita economica” del Partito Liberale, finché nel gennaio scorso non annunciò la propria candidatura alla guida del movimento.

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