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Home » Esteri

L’audizione dell’ex manager di Facebook: “Il social danneggia i bambini e indebolisce la democrazia”

Immagine di copertina
Credit: ansa foto

Una donna di 37 anni, Frances Haugen, ex product manager di Facebook, sta facendo tremare il colosso social di Mark Zuckerberg. Il 5 ottobre l’ex manager è stata ascoltata dal Congresso statunitense in un’udienza a Capitol Hill. Ha riferito che le app come Instagram “danneggiano i bambini, alimentano la divisione e indeboliscono la nostra democrazia”. Problemi di cui l’azienda di Zuckerberg sarebbe al corrente e che potrebbe fermare, ma che vengono invece sfruttati per guadagnare di più. Il fondatore di Facebook ha risposto alle accuse e ha sostenuto che le affermazioni “non hanno alcun senso”.

Per Mark Zuckerberg le accuse dipingono una “falsa immagine” delle sue società e ha ricordato gli sforzi che l’azienda compie per contrastare i contenuti dannosi. “Ci teniamo molto – ha aggiunto nella lettera pubblicata sulla sua pagina Facebook –  a questioni come la sicurezza, il benessere e la salute mentale”.

Domenica 3 ottobre l’ex manager Haugen ha dichiarato a CBS News di aver condiviso una serie di documenti interni di Facebook con il Wall Street Journal, il giornale ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta su Instagram che dimostra come l’app di foto più usata la mondo abbia effetti negativi sulla salute mentale delle ragazze. Conclusioni che Zuckerberg respinge con fermezza affermando che la ricerca è stata mal realizzata e che, al contrario, molti giovani hanno avuto esperienze positive legate nell’uso della piattaforma.

Tutto girerebbe intorno ai soldi. “La leadership dell’azienda – ha dichiarato Haugen alla subcommissione per la tutela dei consumatori del Senato Usa – sa come rendere Facebook e Instagram più sicuri, ma non apporterà i cambiamenti necessari perché ha messo i suoi profitti astronomici prima delle persone”.

Rispetto al recente blackout delle app social che hanno tenuto le persone di tutto il mondo lontane dai social per otto ore, la donna ha affermato: “Non so perché Facebook sia ​​andato giù, ma so che per ore non è stato utilizzato per acuire le divisioni, destabilizzare le democrazie e far sentire male le ragazze e le donne per il proprio corpo”.

L’udienza ha fatto crescere nei senatori repubblicani e democratici (per una volta d’accordo) la volontà di agire e riformare le norme che regolano l’uso dei social. “Sono passati 25 anni – ha affermato il senatore Dan Sullivan – da quando le regole per Internet sono state aggiornate e, invece di aspettare che l’azienda prenda decisioni che spettano ai legislatori, è tempo che il Congresso agisca”.

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