Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Home » Economia » Lavoro

Cassa integrazione in deroga, perché non viene pagata? Burocrazia e ritardi delle Regioni: gli ultimi dati Inps

Immagine di copertina

Cassa integrazione deroga, perché non viene pagata? Burocrazia e ritardi delle Regioni: gli ultimi dati Inps

Come mai non è ancora stata pagata la cassa integrazione in deroga? Questa la domanda che si stanno ponendo migliaia di lavoratori italiani che ad oggi, i primi di maggio, ancora non hanno ricevuto i soldi dei loro stipendi, che attendono da marzo, cioè da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus ed è stato disposto il lockdown. Uno strumento, quello della cassa integrazione, a cui il governo ha fatto ricorso tramite il decreto Cura Italia proprio al fine di aiutare le aziende a sostenere il costo del lavoro nei mesi di chiusura di tutte le attività non essenziali. L’esecutivo ha previsto, oltre alla cassa integrazione ordinaria, anche quella in deroga per aiutare le imprese con meno di cinque dipendenti, alle quali normalmente non è destinato tale strumento; a tutt’oggi, però, le pratiche lavorate e le persone che hanno ricevuto i pagamenti della cassa integrazione deroga sono ancora una piccola percentuale del totale.

A dimostrarlo i dati Inps, diffusi dall’istituto di previdenza il 6 maggio e che dimostrano ritardi soprattutto per quanto riguarda queste domande. Al 3 maggio sono 173.565 quelle determinate dalle singole regioni e inviate all’Inps per autorizzazione al pagamento, di cui 85.046 autorizzate dall’istituto e 29.600 pagate a 57.975 beneficiari. Tra tutte le regioni, tra l’altro, quella che risulta essere più indietro è proprio la Lombardia, territorio più colpito dall’epidemia da Covid-19: qui sono appena 37 le domande decretate e 33 quelle autorizzate dall’Inps. Le cose, tuttavia, sembrano andare meglio se si parla di cassa integrazione ordinaria, richiesta da 5.205.442 lavoratori. Di questi, sempre secondo gli ultimi dati Inps, 3.760.181 hanno già ricevuto l’anticipo dalle aziende con conguaglio Inps e 1.445.261 hanno ricevuto il pagamento diretto dall’Inps.

Pagamenti in ritardo: perché?

Dunque, qual è la ragione del ritardo di questi pagamenti? Perché a molti lavoratori non è ancora arrivata la cassa integrazione in deroga? Questo strumento, in particolare, segue un percorso burocratico molto più lento rispetto alla cassa ordinaria, poiché ogni impresa, prima di inviare la richiesta all’Inps, deve passare per la sua Regione. Ci sono regioni che sono riuscite a lavorare più in fretta le pratiche mentre altre hanno riscontrato maggiore difficoltà, nel quadro comunque di una situazione complessa e inedita come quella dell’emergenza Coronavirus. Le richieste di cassa integrazione, infatti, oggi superano di gran lunga quelle pervenute durante la crisi economica del 2008, e il personale Inps, già numericamente inferiore per effetto della riforma Quota 100, si è trovato a dover gestire una grande mole di lavoro. Il perché non sono ancora arrivati tanti pagamenti, dunque, risiede sia nella lentezza del procedimento per la richiesta della cassa integrazione in deroga, che nella difficoltà di alcune regioni nel gestire le pratiche. Si pensi che a metà aprile in Lombardia, la Regione che come anticipato vede il ritardo più consistente per quanto riguarda queste domande, meno di 20 pratiche erano state inoltrate all’istituto di previdenza per essere lavorate.

CORONAVIRUS ULTIME NOTIZIE: TUTTI I NUMERI

Leggi anche: 1. Il prof della task force interministeriale: “La app Immuni così serve a poco. Il Governo non ha seguito le nostre indicazioni” / 2. “Al Trivulzio abbiamo sempre agito nel migliore dei modi”: ma sono 300 i morti da gennaio a oggi / 3. Coronavirus, l’indice di contagio R0 regione per regione: i dati aggiornati

4. Coronavirus: ecco il cerotto intelligente che segnala in tempo reale se hai il Covid-19 / 5. Cassa integrazione, le multinazionali di Gucci e Louis Vuitton usano i soldi italiani ma non quelli francesi / 6. “Quando mi ha chiamato l’Onu ho pianto. In Italia non mi cerca nessuno. Le parole di Burioni sono inaccettabili”

TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SUL CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO
Ti potrebbe interessare
Economia / Sicurezza sul lavoro, dai maggiori controlli alle sanzioni: le novità in arrivo
Lavoro / Preparati al mondo del lavoro, partecipa a Destination Work City di Gi Group
Cultura / Conciliare cyber-security e smart working è una sfida
Ti potrebbe interessare
Economia / Sicurezza sul lavoro, dai maggiori controlli alle sanzioni: le novità in arrivo
Lavoro / Preparati al mondo del lavoro, partecipa a Destination Work City di Gi Group
Cultura / Conciliare cyber-security e smart working è una sfida
Cultura / Connessi, multitasking, trasversali: il futuro del lavoro è dei multipotenziali
Lavoro / Il data scientist è entrato nel cuore delle aziende
Lavoro / Gaming, realtà virtuale e smart working: lavoro e videogame
Economia / La digitalizzazione nel mondo del lavoro e la disuguaglianza di genere
Economia / Hai un’idea? Può diventare business. Intervista al Founder Alfredo Fefè
Lavoro / Telecamere nei luoghi di lavoro? Come il VAR sui campi di calcio
Lavoro / Whatsapp e lavoro: attenzione alle chat