La Whirlpool è pronta a sospendere la cessione. I sindacati a TPI: “Non serve a nulla”

Il premier Conte sulla vertenza: "Faremo il possibile e vorrei dire anche l'impossibile per trovare una soluzione". Patuanelli: "Non prevedo una interlocuzione serena"

Di Marta Facchini
Pubblicato il 9 Ott. 2019 alle 13:06 Aggiornato il 9 Ott. 2019 alle 15:56
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Immagine di copertina
Una protesta dei lavoratori Whirlpool Credit: Ansa

La Whirlpool è pronta a sospendere la cessione. I sindacati a TPI: “Non serve a nulla”

La Whirlpool sembra pronta a sospendere la cessione dello stabilimento di Napoli. Ma è una fumata nera quella uscita dal tavolo a Palazzo Chigi tra i rappresentanti sindacali CGIL, Fiom e Cisl, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’economia Patuanelli, sul futuro dell’azienda in Campania, dove lavorano 420 operai e si producono lavatrici. Nonostante le prime voci ne avessero confermato la presenza, la multinazionale non si è presentata alle trattative.

Lo stabilimento campano dovrebbe essere venduto alla Prs (Passive refrigeration solutions), società con sede legale a Lugano che fa capo a imprenditori italiani, per produrre container e refrigeranti. Per ora, la procedura di cessione dello stabilimento non è stata ritirata ma solo bloccata fino al 31 ottobre.

“Non sono stati fatti passi in avanti. La sospensione a orologeria della cessione dello stabilimento di Napoli non serve a riaprire il tavolo”, afferma ai microfoni di TPI la segretaria generale della Fiom Francesca Re David.

In una nota diffusa da Palazzo Chigi, il governo chiarisce che ritiene la misura proposta dall’azienda non soddisfacente e non risolutiva. “Il governo è determinato a mettere in campo tutte le azioni necessarie, per quanto di propria competenza, per mantenere il presidio industriale. Pur nella consapevolezza che le soluzioni industriali spettano all’azienda, il governo ritiene indispensabile sollecitare i vertici Whirlpool a far chiarezza su quali siano gli ostacoli e le difficoltà che impediscono la prosecuzione del progetto e degli impegni già assunti”, si legge nella nota.

“Il segnale di sospensione della procedura non è il massimo, avrei preferito una interruzione ma in questo momento è utile andare a vedere le carte in mano all’azienda”, ha commentato Patuanelli. Il ministro dell’economia ha aggiunto che a breve incontrerà l’amministratore delegato La Morgia.

Whirlpool verso lo stop della cessione: le reazioni dei sindacati

“L’azienda non si è spostata di un millimetro. Continua a dire le cose che dice da mesi e questo non può che provocare la rabbia dei lavoratori. Oggi si terranno assemblee a Napoli. Attendiamo di sapere cosa dirà il ministro”, ha dichiarato il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli. Che ha sottolineato come la la situazione sia immutata perché la procedura di legge prevedeva già che la cessione diventasse operativa al 31 ottobre: “Non c’è spazio per un negoziato vero”.

“Un atto scorretto nei confronti del governo, dei sindacati, dei lavoratori”, ha affermato il segretario generale della Uilm Rocco Palombella. Secondo il leader sindacale, bisogna “riaprire il tavolo ma non andando a trovare partner in mezzo alla strada” perché il sito partenopeo “deve continuare a produrre lavatrici”, come prevedeva l’accordo.

In caso contrario, prosegue Palombella, sarebbe “l’inizio della fine” perché “se ci fosse un passaggio indolore” a Napoli, l’azienda avrebbe mano libera anche negli altri stabilimenti. “Non c’è un piano B ma solo un piano A, non c’è un piano alternativo alla produzione di lavatrici a Napoli”. I sindacati, ha aggiunto, “sono pronti a incontrare subito” i vertici della multinazionale ma solo a condizione che si continui a produrre a Napoli.

Il commento di De Luca

“Sono abbastanza scettico per come ho visto l’azienda, una multinazionale che non credo abbia grande sensibilità per le pressioni politico-istituzionali” ha affermato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, commentando la situazione della vertenza Whirlpool.

“Vediamo come va ma sicuramente rimane una ferita aperta e il Governo e il Ministero del Lavoro credo abbiano il dovere di accompagnare questa vertenza, al di là di Whirlpool”, ha aggiunto De Luca parlando a Radio Crc.

“Se Whirlpool decide comunque di dismettere, credo che il Governo abbia il dovere di garantire una stabilità occupazionale vera e non il subentro di qualche piccola azienda svizzera capitalizzata magari per 180mila euro, sono cose ridicole. Per quanto riguarda la Regione, siamo pronti a dare una mano con un contributo finanziario”.

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