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Verona, bomba carta contro l’artista che trasforma le svastiche in disegni

Una minaccia vera e propria nei confronti di Pier Paolo Spinazzè, nome d'arte "Cibo"

Di Anna Ditta
Pubblicato il 9 Nov. 2019 alle 12:54 Aggiornato il 10 Nov. 2019 alle 19:11
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Immagine di copertina

Verona, bomba carta contro l’artista che trasforma le svastiche in disegni

Una bomba carta è esplosa sotto l’automobile del writer Cibo, nome d’arte di Pier Paolo Spinazzè, che a Verona cancella svastiche e messaggi d’odio e le trasforma in disegni. A raccontare il gesto di intimidazione subito lo scorso 2 novembre è stato lo stesso Cibo alle telecamere del Tgr del Veneto.

“Sono stato svegliato da un’esplosione sotto la mia auto”, ha detto l’artista di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, che si è affrettato a denunciare il tutto ai carabinieri. “Non ho paura, devo essere ottimista per statuto”, è il suo commento.

Il writer Cibo è impegnato socialmente da anni nel rimuovere svastiche, croci celtiche e messaggi d’odio che compaiono sui muri di Verona e provincia. L’artista trasforma questi simboli in salsicce, salami, mozzarelle e pezzi di parmigiano reggiano (da qui il suo pseudonimo Cibo).

Del suo lavoro si è occupato anche il network britannico Bbc. Il writer ha ricevuto altri segnali di aperta ostilità, come denuncia sulle sue pagine social. Accade spesso infatti che, non appena completi un murales, arrivi qualcuno a rovinarlo, tracciando simboli di estrema destra.

Di recente, come ricorda il Corriere, Cibo si era schierato a favore del murales contro la violenza sulle donne raffigurante un paio di scarpette rosse, coperto per consentire il Graffiti Jam, un festival dei writer, dal momento che il muro è stato messo a loro disposizione.

“Grazie a tutti per i messaggi di solidarietà”, ha scritto l’artista sul suo profilo social. “Purtroppo Verona è ostaggio di queste persone, ma la cosa grave è questo odio trova copertura nella politica locale. Per noi scaligeri è folklore che un consigliere faccia il braccio teso in consiglio comunale, oppure che altro consigliere cancelli il murales sul femminicidio o sindaci che sminuiscono atteggiamenti razzisti di una minoranza minorata. Le istituzioni hanno perso il valore della parola, la memoria, il rispetto, l’empatia”.

“Come dicevo prima, siamo ostaggio, noi veronesi di cuore e di cultura siamo assediati dall’odio, ma non per questo deve passarci l’appetito, anzi!”, prosegue il post. “Per quel che mi riguarda ho MOLTA FAME! Siate la persona che volete incontrare, siate buoni! Verona, ama!”

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