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Parla a TPI l’artista di Verona minacciato con una bomba carta: “Social e partiti di destra hanno sdoganato il fascismo”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 10 Nov. 2019 alle 17:15 Aggiornato il 10 Nov. 2019 alle 19:04
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Immagine di copertina

Parla a TPI l’artista di Verona minacciato con una bomba carta: “Social e partiti di destra hanno sdoganato il fascismo”

Cibo è uno street artist e cancella le svastiche e altri simboli di odio dai muri con i suoi disegni. Pochi giorni fa una bomba carta è scoppiata sotto la sua automobile. Non era la prima volta che il writer subiva attacchi mirati. TPI lo ha contattato telefonicamente, per parlare del clima di odio di cui è vittima e che sta stringendo l’Italia in una morsa pericolosa. Pier Paolo Spinazzè vive e fa la sua arte a Verona, città dove “comanda” l’estrema destra da sempre, e ad ogni livello.

Pier Paolo, il tuo è solo l’ultimo degli episodi di una lunga serie in cui ci sta assistendo a una esacerbazione di questo clima di odio in Italia. Cosa è successo e come commenti? 

Il 2 novembre sono stato svegliato da questa esplosione, sotto la mia macchina. Vicini in strada, cani che abbaiavano, fumo ovunque. È stato un episodio abbastanza preoccupante. Ma la cosa più preoccupante non è l’attacco in sé, ma tutta la catena di eventi di cui questo è solo l’ultimo. Negli anni ho ricevuto diverse minacce, a vario titolo. Dagli insulti sui social alla svastica incisa sulla porta di casa, oppure “strane visite di cortesia” a casa dei miei genitori. È un clima preoccupante che va avanti da un po’. L’ho comunicato alle forze dell’ordine, che sono coloro che devono garantire la sicurezza di tutti, specialmente di chi si espone a garantire un minimo di decenza sui muri della città.

Quand’è che hai iniziato a combattere questi simboli di odio con i tuoi disegni? 

Da una decina di anni cancello queste brutture dalle città e cerco di portare un po’ di bontà, davanti a tanta cattiveria. Ho iniziato a farlo perché penso che ogni cittadino dovrebbe essere stanco e dovrebbe dire di no a certe cose. E io, essendo un artista, restituisco alla città quello che so fare. Come chi guida le macchine da rally e fa il volontario sulle autoambulanze. Certo il mio modo è un po’ più “vistoso”. A Verona questi soggetti di estrema destra sono molto ingombranti, una presenza violenta al punto che nel 2008 io ho perso un amico per mano loro. Ho questo desiderio di equità che cerco di riportare quando prevale la violenza.

Credit: Cibo

In questi dieci anni in cui combatti il clima di odio, hai notato che la situazione è peggiorata? Gli ultimi casi, dalle minacce a Liliana Segre ai cori razzisti allo stadio, sono il risultato di anni di odio latente che è esploso?

Io sono di Verona, e Verona è avanti di 10 anni rispetto all’Italia su queste robe qua. È sempre stato un laboratorio dell’estrema destra. Quello che vedevo a Verona 10 anni fa è quello che vedo oggi in giro per l’Italia. Voi dovete avere paura di quello che succederà tra 10 anni. Qui a Verona è abbastanza grave la faccenda. Si è sdoganato l’odio, ci si può permettere di fare gli arroganti. I fascisti non si devono più nascondere come una volta. Fanno il braccio teso in Consiglio comunale, festeggiano il compleanno di Hitler. Abbiamo superato il limite, la soglia di tolleranza, da molto tempo. La mia battaglia è quella di sensibilizzare i cittadini a dire di no a tutto questo ogni giorno, a dire di no alle battute razziste, a non definire “goliardata” inneggiare a Hitler alle feste dell’Hellas. Oggi in Italia si è creata una situazione, grazie ai social e ad alcuni schieramenti politici, in cui c’è molto odio, e si vede ogni giorno.

Chi sono i responsabili del fatto che in Italia si è sdoganato ciò che a Verona avveniva già 10 anni fa? Che hanno fatto sì che l’odio diventasse un fenomeno nazionale e non più limitato a certi ambienti minoritari?

Chi è che dice prima gli italiani? Gli schieramenti politici hanno scelto da tempo con chi stare. È impensabile che un politico abbia certi linguaggi e certi atteggiamenti, e certi amici. In Italia abbiamo una destra che non sa rinunciare al fascismo, non ha capito a differenza del resto del mondo che si può essere di destra senza essere fascisti. È un grande limite per l’Italia non avere una destra liberale. Bisogna per forza strizzare l’occhio all’estrema destra, ai fascisti. Sono preoccupato. Mi spaventa questo. Non è un bel periodo.

Tu combatti l’odio cancellandone i simboli sui muri delle città. Quali sono altre soluzioni per arginare questo preoccupante fenomeno?

Basta la legalità. Basta rispettare, e far rispettare le regole che già ci sono. Non c’è la legge Mancino? Se non bastasse il buon senso, e una cultura di base da scuola media, dove ti insegnano cosa è successo nella seconda guerra mondiale, ci sono anche le leggi. Non chiedo altro. Oggi ci si permette di fare qualsiasi cosa, e i politici non hanno più il senso della parola. Domani è già tutto dimenticato. Come ha detto Mattarella non è retorica tutto questo, bisogna stare attenti. Io cerco di metterci il sorriso perché credo che è importante usare l’arma dell’ironia, ma stiamo attenti. Se non ci metti la faccia sembra quasi che non ci credi in Italia. È importante comunicare un’idea, che può essere di ispirazione per altri. Oggi ad esempio ci sono tanti che fanno quello che faccio io, con il loro stile. Ognuno con il suo stile. Funziona come idea, qui ci sono anche signore di 70 anni che vanno in strada a disegnare fiori sulle svastiche. Continuo a cancellare l’odio dai muri, non mi fanno paura, anzi mi rendono solo più affamato. Non si può cedere al loro ricatto. Le associazioni comunque mi danno una grande mano, non sono da solo.

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