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Covid, italiani a Londra a TPI: “Bloccati in questo caos, abbandonati dal Governo. Neanche un volo di emergenza”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 21 Dic. 2020 alle 12:56 Aggiornato il 21 Dic. 2020 alle 13:05
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Credit: Ansa foto

Alle 5 di pomeriggio di domenica 20 dicembre, l’Italia ha chiuso i cieli agli aerei provenienti dal Regno Unito bloccando migliaia di connazionali pronti a rientrare nel nostro Paese. Lo stop ai collegamenti durerà almeno fino alle 23.59 del 6 gennaio, ma non è esclusa la proroga. Dopo un’intensa domenica di consultazioni con esperti e tecnici, il ministro Speranza ha firmato l’ordinanza che blocca i voli.

Roma e Londra nelle prossime ore dovranno decidere cosa fare con i connazionali bloccati all’estero, che sono migliaia, e capire se organizzare dei collegamenti speciali di rimpatrio — come avvenuto durante la prima ondata — oppure no. Con una nota l’Enac “invita i passeggeri con voli prenotati da e per Regno Unito e Irlanda del Nord a contattare la propria compagnia aerea”. L’articolo 1 dell’ordinanza non solo ferma i voli tra i due Paesi, ma vieta anche l’ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni è transitato da quelle parti. E mentre l’orizzonte resta incerto, monta la rabbia dei connazionali che avevano già da tempo programmato il ritorno in Italia. TPI ha raccolto le testimonianze di alcuni italiani cui è stato cancellato il volo di rientro.

Francesca: “Dopo 300 euro di tamponi, siamo bloccati qui. Assurdo”

“Io e il mio ragazzo siamo qui da 2 settimane, abbiamo fatto la quarantena, il tampone in Italia e tampone qui sabato per un totale di 300 € . Siamo tornati nel Regno Unito il 7 dicembre con l’intenzione di stare solo 2 settimane perché dovevamo rinnovare i documenti a Londra e da marzo non ci era stato più possibile causa Covid. Siamo dovuti rientrare per forza prima del 31/12 causa Brexit, ecco perché siamo qua in questo brutto periodo”, a parlare è Francesca, anche lei bloccata a Londra.

“Saremmo dovuti rientrare alla nostra abitazione in Italia (in affitto) per concludere alcune procedure e rientrare nell’anno nuovo, verso febbraio/marzo. Siamo dispiaciuti e arrabbiati, é normale, servono molti soldi per sopravvivere a londra. Per fortuna anche qui abbiamo chi ci ha ospitati in queste settimane e non ci sono problemi”.

“Easyjet è stata l’unica compagnia ad aspettare le 23 ora locale per annullare i voli, quando Ryanair e British avevano già iniziato a procedere dal pomeriggio. Siamo stati fino alle 23 col fiato sospeso, senza sapere nulla visto che Easyjet continuava a dirci che il volo ci sarebbe stato regolarmente ma avrebbero fatto imbarcare soltanto gli essentials workers.

Il consolato comunque ci ha rassicurati che organizzeranno voli per rimpatriare chi ha residenza in Italia al più presto. Speriamo! Ci ritroviamo qui, senza sapere ancora niente sul futuro ad affrontare spese, sia qui che per la casa in Italia”.

Sara e Chiara: “Bloccate qui, italiani abbandonati dal Governo”

“Siamo rimaste bloccate all’improvviso. La notizia è arrivata ieri pomeriggio, non stavamo nemmeno seguendo perché eravamo convinte di partire, invece ci ha chiamato un’amica avvertendoci. Easyjet ci ha messo un po’ a cancellare il volo, previsto per questa mattina alle 6.50. Eravamo pronte a fare la quarantena in Italia. Io dovevo rientrare a Milano, Sara in Sardegna per un Natale ristretto ma almeno con i miei genitori e mio fratello”, a parlare sono due connazionali, Chiara e Sara che dovevano partire questa mattina, 21 dicembre, alla volta dell’Italia.

“Resteremo qui a Londra, almeno saremo insieme, viviamo qui. Sarà il primo Natale londinese. La situazione qui fa rabbia, non è tutto chiuso, è un po’ tutto a metà. Noi lavoriamo in un bar che sta aperto per take away, mi chiedo, se è così grave, perché ci fanno stare aperti? La situazione a Londra è strana. Qui è sconsigliato uscire di casa, ma si può andare a lavoro, i bar sono aperti take away, i negozi sono chiusi ma se compri online puoi andare a prendere le cose nello store, la mascherina è obbligatoria nei locali chiusi ma non all’aperto. C’è preoccupazione ma c’è anche tanta libertà. Come italiana mi sento presa in giro, non tutelata da cittadina, io penso a quelli che hanno perso il lavoro, agli italiani che sono qui e che non hanno una casa perché gli scadeva il contratto di lavoro e sono rimasti qui bloccati”.

“Non so più da chi sono tutelata, sono cittadina italiana che risiede e lavora a Londra e non so a chi rivolgermi. Al consolato non rispondono, idem all’ambasciata. Le persone che sono in emergenza e devono rientrare come fanno? Chi pensa agli italiani che sono per strada, bloccati in aeroporto? Si sono svegliati all’improvviso bloccando i voli senza organizzare quelli di emergenza, di rimpatrio. La stanno gestendo molto male. Mi aspetto di molto peggio, ci sarà tanto caos, la pazienza finirà”.

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