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Pregliasco a TPI: “Vaccinare contro l’influenza i bambini può ridurre la mortalità negli adulti”

Il virologo, direttore sanitario dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, aderisce alla campagna di TPI per chiedere a Governo e Regioni italiane di promuovere una vaccinazione antinfluenzale di massa

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 30 Set. 2020 alle 14:53 Aggiornato il 1 Ott. 2020 alle 16:45
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Immagine di copertina
Il virologo Fabrizio Pregliasco. Credit: Facebook

Il professor Fabrizio Ernesto Pregliasco, direttore sanitario dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, ha deciso di aderire alla campagna di TPI per chiedere una vaccinazione antinfluenzale di massa che potrebbe giocare un ruolo fondamentale nell’attività di contrasto al Covid-19 (qui il link per firmare la nostra petizione su Change.org). “Quest’anno, come sempre, sarà importante vaccinarsi contro l’influenza. Bisogna capire però cosa si potrà fare. Sarà impossibile vaccinare tutti gli italiani”, dice.
Professore, da alcuni studi scientifici è emerso che il vaccino contro l’influenza può ridurre il rischio di contagio e di mortalità da Covid-19. Ritiene queste pubblicazioni affidabili?
“Sì, è quello che sembra emergere anche dallo studio del Monzino, dove si nota una correlazione inversa tra vaccinati e casi di Covid nei vari territori. Si tratta di un dato interessante, ma ovviamente non si può dire che il vaccino antinfluenzale può essere la base su cui creare il vaccino anti-Covid”.

Quest’anno vaccinarsi contro l’influenza è più importante rispetto agli scorsi anni?
“Direi di sì. Anche se bisogna capire cosa si potrà fare. Ormai la produzione di quest’anno è stata decisa. Ci saranno difficoltà, sarà impossibile far fare il vaccino contro l’influenza a tutti gli italiani”.
Perché?
“L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce ogni anno la composizione vaccinale. Nel mese di febbraio inizia la produzione: l’Oms rilascia gratuitamente gli stipiti, che poi le aziende sfruttano per produrre i loro vaccini. Poi la quantità la decide l’azienda in base alla capacità produttiva. Ormai per quest’anno la produzione è finita”.

Chi dovrebbe fare il vaccino antinfluenzale? A chi dare la precedenza?
“La precedenza va data alle categorie a rischio, in particolare anziani e bambini. In Giappone hanno provato negli anni passati a fare campagne vaccinali sui bambini e si è scoperto che, vaccinando i bambini fino all’età scolare, si riduceva la mortalità negli ultra 50enni…”.

Qual è l’efficacia del vaccino antinfluenzale su chi lo riceve?
“Il problema è che spesso il soggetto dice ‘ho fatto l’influenza’, quando in realtà ha avuto forme similinfluenzali: questo rovina un po’ l’immagine del vaccino. L’efficacia può essere del 70-80%, quello che però è importante è la riduzione del 50% della mortalità per problematiche respiratorie e cardiache. Questo è un aspetto pesante: l’influenza uccide 8-10 mila pazienti all’anno”.
Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato a tutti senza problemi?
“Come dice la scheda tecnica, non può essere somministrato a chi ha allergie alle proteine dell’uovo e altri casi eccezionali. Ma si tratta di casi che si contano sulle dita di una mano in Italia. Per intenderci: non è che basta di ti diano fastidio le tagliatelle, deve esserci una storia di sindrome anafilattica”.

Leggi anche: 1. Governo e Regioni promuovano una vaccinazione antinfluenzale di massa: la campagna di TPI / 2. Vaccino antinfluenzale, boom di richieste: corsa contro il tempo per produrre le dosi. “Ce la faremo ma serviva più programmazione”

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