Scuola, Governo e Regioni promuovano una vaccinazione antinfluenzale di massa: la campagna di TPI

Di Redazione TPI
Pubblicato il 2 Set. 2020 alle 19:42 Aggiornato il 23 Set. 2020 alle 18:36
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Immagine di copertina
Credit: Emanuele Fucecchi

In attesa di un vaccino contro il Covid-19, per l’autunno-inverno 2020/2021 possiamo contare sul vaccino antinfluenzale. Chiaramente non è la stessa cosa, ma il vaccino contro l’influenza può comunque giocare un ruolo fondamentale nel contrasto alla pandemia: da un lato, può rendere più semplici le diagnosi e la gestione dei casi sospetti; dall’altro, studi scientifici rilevano che questa forma di prevenzione abbassa statisticamente le probabilità di contagio da SARS-CoV-2. Per questo TPI ha deciso di lanciare una campagna per chiedere al Governo e alle Regioni di promuovere una vaccinazione antinfluenzale di massa, con riguardo in particolare al mondo della scuola.

David Parenzo: “Non possiamo essere ostaggio dei no-vax: rendiamo il vaccino antinfluenzale obbligatorio a scuola”
David Parenzo, giornalista, autore e conduttore televisivo e radiofonico, ha lanciato su TPI un appello affinché il vaccino venga reso obbligatorio (e gratuito) nelle scuole. “So che l’obbligo non è mai uno strumento simpatico in uno Stato di diritto, però quando c’è di mezzo il diritto alla salute e il diritto allo studio, lo Stato deve fare la sua parte”, scrive Parenzo. “Quando arriverà il picco della consueta influenza autunnale, avremo le scuole bloccate dal famoso ‘protocollo Covid’ e il rischio sarà quello di avere le classi in quarantena per una banale influenza. Per questo diventa necessaria una vaccinazione di massa anti-influenzale, per evitare di bloccare le scuole per un supposto caso Covid , quando invece trattasi di semplice raffreddore con 37.7 di febbre”.

Il direttore del Gaslini: “Tutti dovremmo fare il vaccino contro l’influenza, anche i bambini”
Paolo Petralia, direttore dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, ha spiegato in questa intervista a TPI l’importanza del vaccino antinfluenzale. “Dobbiamo aiutare le persone a capire che la vaccinazione non ha problematicità di alcun tipo, ma protegge il soggetto vaccinato e insieme produce un beneficio sulla società. In questo modo – spiega Petralia – il soggetto (e parliamo di milioni di persone ogni anno nel mondo) non si contagia e non viene tolto dal circuito lavorativo e scolastico, fatto che rappresenta altrettanto un danno importante. Avere fatto la vaccinazione antinfluenzale anche nei minori elimina una parte del problema, per lo meno a livello di evidenza della sintomatologia”.

Perché il vaccino antinfluenzale è utile contro il Covid-19
Il Ministero della Salute sottolinea che il vaccino antinfluenzale è importante “per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra Covid-19 e influenza”. Proprio in considerazione dell’emergenza sanitaria causata da SARS-CoV-2, per la stagione 2020/2021 il Ministero ha anticipato di un mese – da novembre a ottobre – l’avvio della campagna di vaccinazione antinfluenzale. E ha esteso l’offerta gratuita del vaccino a chi ha più di 60 anni (generalmente l’offerta riguarda solo gli over 65).

Che il vaccino antinfluenzale abbia un effetto di contrasto al Covid-19 ad oggi non è scientificamente dimostrato. Tuttavia alcuni studi pubblicati di recente vanno in questa direzione. Una indagine osservazionale pubblicata su Vaccines e realizzata da alcuni ricercatori italiani ha scoperto che le vaccinazioni, e soprattutto l’anti-pneumococcica, sono associate a un minor rischio di positività al tampone per Covid-19. In particolare, tra le persone al di sotto dei 65 anni di età, il vaccino contro lo pneumococco è associato a una probabilità di avere un tampone positivo del 39% inferiore rispetto a chi non ha fatto il vaccino, per gli over 65 la probabilità è ridotta del 44% e per la fascia più giovane è più bassa del 15%. Inoltre, da uno studio condotto dallo Swiss Tropical and Public Health Institute, dell’Università di Basilea e di quella di San Paolo del Brasile è emerso che nei pazienti Covid, le probabilità di morte sono più basse del 17% per chi è stato di recente vaccinato contro l’influenza.

Garantire l’approvvigionamento a chiunque voglia vaccinarsi
Il vaccino antinfluenzale non è obbligatorio. Il Ministero della Salute lo raccomanda – e lo offre gratuitamente – a una serie di categorie considerate a rischio (vedi paragrafo sotto). Per la stagione 2020/21 – in considerazione dell’emergenza Covid – nel giugno scorso il Ministero ha esortato le Regioni ad avviare le gare per l’approvvigionamento dei vaccini anti-influenzali “al più presto basandole su stime effettuate sulla popolazione eleggibile e non sulle coperture delle stagioni precedenti”. Di conseguenza le Regioni hanno notevolmente aumentato gli ordinativi alle case farmaceutiche: Federfarma, l’associazione dei farmacisti privati, ha stimato l’incremento in un +43% rispetto all’anno precedente. La stessa Federfarma, tuttavia, ha lanciato un allarme: l’aumento delle richieste da parte delle Regioni rischia di assorbire una quota molto elevata dei vaccini in produzione. Risultato: fra le persone che non rientrano nelle categorie a rischio, un milione potrebbe non riuscire ad accedere al vaccino contro l’influenza.

Cosa chiediamo
Noi di TPI chiediamo al Governo e alle Regioni di promuovere una vaccinazione antinfluenzale di massa. Soprattutto nei confronti di certe categorie più fragili o più esposte al contagio da SARS-CoV-2, come gli operatori sanitari, i pazienti ricoverati in ospedale lungodegenti, le persone immunodepresse e tutti coloro – studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo – che popolano quotidianamente il mondo della scuola. La vaccinazione antinfluenzale gioca un ruolo fondamentale nell’attività di contrasto a SARS-CoV-2. Questo strumento va sfruttato al massimo delle sue potenzialità e nulla va lasciato al caso.

Vaccino antinfluenzale: informazioni utili

Per chi è raccomandato il vaccino contro l’influenza
Il Ministero della Salute stabilisce una serie di categorie di persone considerate a rischio alle quali il vaccino contro l’influenza viene somministrato gratuitamente. L’elenco include: le persone con più di 65 anni d’età (per la stagione 2020/21, anche gli over 60), i bambini sopra i 6 mesi, le donne in gravidanza, i ricoverati lungodegenti, medici e personale sanitario, chi soffre di patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, i donatori di sangue, i famigliari di persone a rischio e chi per lavoro è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani. Qui l’elenco completo nel dettaglio.

Quando inizia la campagna di vaccinazione
La campagna di vaccinazione antinfluenzale è gestita dalle Regioni. Generalmente la campagna prende avvio nel mese di novembre, ma per la stagione 2020/2021 – a causa dell’emergenza Covid-19 – il Ministero ha raccomanda di anticipare le campagne a partire dall’inizio di ottobre e di “offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione”.

A chi rivolgersi per sottoporsi al vaccino antinfluenzale
Ogni Regione e Provincia Autonoma stabilisce le strutture deputate alla vaccinazione. Oltre ai Servizi di vaccinazione dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl, partecipano alle attività di vaccinazione i medici di Medicina Generale e pediatri di libera scelta.

Vaccino antinfluenzale: focus Regioni

Sul tema delle campagne per le vaccinazioni antinfluenzali, la cui competenza è in capo alle Regioni, TPI ha approfondito finora la situazione di Lombardia, Sicilia e Calabria. In Lombardia alla fine di agosto è scoppiata una polemica sui ritardi della Regione negli approvvigionamenti e l’assessore al Welfare Giulio Gallera ha ribadito che la campagna vaccinale inizierà a ottobre e con un numero di dosi dell’80 per cento superiore agli scorsi anni (qui l’inchiesta di Lorenzo Zacchetti sul tema).

In Sicilia la Regione ha acquistato un milione e mezzo di dosi e ha anticipato l’inizio della campagna vaccinale al 5 ottobre, ma i farmacisti lamentano la mancanza di dosi e i medici chiedono di partire prima possibile per non perdere tempo prezioso. In Calabria, invece, il Tar ha annullato l’ordinanza della governatrice Santelli che rendeva obbligatorio il vaccino per le categorie a rischio, dopo che il provvedimento è stato impugnato da un’associazione di cittadini che chiede si rispetti la libertà di scelta in materia di salute.

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