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Covid, il commissario Arcuri: “Non è vero che siamo in ritardo sui vaccini”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 5 Gen. 2021 alle 08:29
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Il commissario all'emergenza Covid Domenico Arcuri ospite della trasmissione di RAI1 'Porta a porta' condotta da Bruno Vespa, Roma, 17 Novembre 2020. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri è intervenuto per chiarire alcuni punti sulla campagna di vaccinazione anti-Covid in una lettera inviata al Corriere della Sera. La lettera di Arcuri arriva dopo l’articolo di Antonio Scurati pubblicato sulle pagine dello stesso quotidiano lo scorso 3 gennaio, in cui lo scrittore chiedeva delle risposte al commissario sui ritardi nella somministrazione dei vaccini.

Arcuri ricorda che l’Italia ha promosso un sistema centralizzato per l’acquisizione dei vaccini, “conferendo all’Ue la responsabilità di negoziare con le aziende produttrici, di acquistare il massimo numero possibile di dosi e di ripartirle fra i Paesi membri in percentuale alla popolazione”. In virtù di questo sistema, all’Italia tocca ricevere il 13,46 per cento delle dosi acquistate dall’Ue. In totale, spiega Arcuri “sono stati opzionati i vaccini di 6 aziende che porterebbero in Italia 178 milioni di dosi quest’anno e 48 nel 2022“.

Al momento, tuttavia, l’unico vaccino che ha ottenuto la certificazione dell’Ema, l’Agenzia europea sui medicinali, è quello prodotto da Pfizer/BioNTech. “All’Italia spettano quest’anno 40 milioni di dosi Pfizer: si comincia con 2.349.750 a gennaio e 1.879.800 a febbraio, con una frequenza di 470mila dosi la settimana“, scrive Arcuri, che aggiunge: “Saremmo i primi a volerne molti di più. Perciò aspettiamo Moderna: sarebbero altre 20 milioni di dosi per l’Italia”.

Il commissario spiega che il primo stock di vaccini, destinato a operatori sanitari e Rsa, è arrivato cinque giorni fa. “È stato attivato l’articolato piano logistico e organizzativo che abbiamo predisposto. In poche ore i vaccini, insieme a siringhe, aghi e diluenti, sono stati consegnati ai 293 punti di somministrazione preposti alla vaccinazione. Che spetta alle Regioni”. Gli indirizzi dei centri di somministrazione, precisa Arcuri, sono visibili sul sito che informa i cittadini sull’andamento della campagna di vaccinazione. In questo modo, il governo punta a vaccinare 1 milione e 800 mila persone “entro il prossimo mese”.

Arcuri spiega che “a febbraio partiremo con le persone che hanno più di 80 anni, oltre 4 milioni. Poi saranno vaccinati gli anziani dai 60 agli 80 anni, le forze dell’ordine, gli insegnanti e il personale scolastico, i fornitori di servizi pubblici essenziali, gli operatori del trasporto pubblico locale, il personale carcerario e i detenuti. E, infine, il resto della popolazione. Serviranno milioni di dosi (fino a 120 per tutti gli italiani) e, quando ci saranno, sarà avviata la campagna di vaccinazione di massa, che speriamo di concludere in autunno”.

In questa fase più avanzata, “i punti di somministrazione diventeranno 1500, uno ogni 40mila abitanti. Il sistema informativo entrerà a pieno regime e servirà a prenotarsi, governare la somministrazione, la sua accountability e la farmaco-vigilanza”.

Riguardo ai ritardi di alcune Regioni, come la Lombardia, Arcuri scrive che dal momento che “sono passati solo 4 giorni dall’inizio della campagna” gli sembra “davvero presto e sarebbe strumentale fare già consuntivi”. E aggiunge: “sono certo che lo spirito di collaborazione che abbiamo messo in campo porterà rapidamente ad azzerare queste asimmetrie. E se così non sarà di certo non mi esimerò dal denunciarlo”.

Infine, sul personale per eseguire le vaccinazioni, Arcuri sottolinea: “Abbiamo avviato una ‘call’ pubblica e ricevuto 22mila candidature di medici e infermieri. Quattro giorni fa è entrata in vigore la norma che ci consente di attivarli. I primi saranno formati ed inviati sui territori entro la fine del mese”.

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