Treni, dietrofront del governo. Speranza firma l’ordinanza sull’obbligo di distanziamento

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 1 Ago. 2020 alle 15:43 Aggiornato il 1 Ago. 2020 alle 18:04
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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza al fine di imporre alle compagnie ferroviarie il ripristino delle regole che impongono di mantenere i posti alternati per garantire il distanziamento tra i passeggeri. Si tratta di un provvedimento che impone dunque ai gestori dell’alta velocità un dietrofront dopo la recente decisione di Italo e Trenitalia di tornare a viaggiare pieni al 100 per cento.

“È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora. Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato una nuova ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine”, ha spiegato il ministro della Salute, aggiungendo che questi ultimi “sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus”.

Trenitalia, tramite un comunicato pubblicato sul proprio sito web, ha fatto sapere di aver recepito l’ordinanza del ministro Speranza, e di aver “dunque sospeso l’applicazione delle misure previste dal Dpcm dello scorso 14 luglio che, in presenza di condizioni espressamente stabilite, prevedeva  la deroga al distanziamento sociale a bordo dei treni Av e a media e lunga percorrenza. L’ordinanza impone di mantenere nella misura del 50% il limite dei posti da mettere in vendita mantenendo il distanziamento interpersonale finora garantito”.

Aveva suscitato diverse polemiche la decisione delle compagnie ferroviarie di agire in deroga alla regola del posto alternato. Sui treni ad alta velocità di Italo e Trenitalia, infatti, da ieri era possibile tornare a sedersi vicini, indossando la mascherina. Per i gestori dell’alta velocità si erano realizzate le condizioni che, tramite il Dpcm del 14 luglio, permettevano di attuare le deroghe al distanziamento previste nelle linee guida del ministero dei Trasporti.

Lo stesso ministero, però, anche a seguito degli allarmi lanciati dallo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ieri ha raccomandato di non abbassare la guardia e delle preoccupazioni espresse dal consulente del ministro della Salute per l’emergenza Covid Walter Ricciardi e dal presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, ha deciso di inviare una lettera alle compagnie ferroviarie per invitarle a “tornare alle misure precedenti”. Lettera a cui è seguita l’ordinanza del ministro Roberto Speranza.

“Stupisce un pò, per non dire che sconcerta la decisione assunta di porre fine al distanziamento sui treni. Il Comitato tecnico scientifico non è mai stato investito del problema, e non posso non dire che questa decisione desta preoccupazione e perplessità, in un momento in cui i nuovi casi di Covid-19 stanno crescendo, come mostrano i dati. C’è il rischio concreto che i viaggi in treno possano contribuire alla ripresa dell’andamento epidemico nel nostro Paese”, aveva spiegato Locatelli, facendo luce sui rischi della decisione di Italo e Trenitalia. Anche il virologo Fabrizio Pregliasco si era espresso sostenendo si trattasse di un “salto in avanti rischioso”.

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