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Treni, aerei e bus: cosa succede agli italiani che devono viaggiare nei giorni del Coronavirus

Gli spostamenti, quando cresce il pericolo di un contagio, sono sempre più complicati. Ecco cosa c'è da aspettarsi

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 25 Feb. 2020 alle 11:11 Aggiornato il 25 Feb. 2020 alle 11:12
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Immagine di copertina
Viaggi ai tempi del Coronavirus Credits: Ansa

Treni e Coronavirus: cosa succede agli italiani che devono viaggiare

I treni ai tempi del Coronavirus. Fino a qualche giorno fa potevamo vantare uno dei passaporti più potenti al mondo. Oggi, il contagio da Coronavirus sta ridisegnando le logiche delle frontiere. E noi italiani siamo diventati, in poche ore, quelli da tenere sott’occhio.

Capita così che la Romania abbia predisposto la quarantena obbligatoria per chi arriva dall’area lombardo-veneta. Che Marin Le Pen abbia chiesto che la Francia presidi le frontiere col nostro Paese. Che l’Austria blocchi dei treni per ore, nella notte buia del Brennero. Qual è, quindi, la situazione per chi deve mettersi in viaggio? Cosa deve aspettarsi?

Gli spostamenti, quando cresce il pericolo di un contagio, sono chiaramente più complicati. E la situazione attuale non sarà quella definitiva. In generale, infatti, è molto probabile che essendo in una fase in costante evoluzione, anche le regole per chi viaggia potranno variare nelle prossime ore.

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Treni e Coronavirus in Italia

Al momento gli unici italiani che non possono spostarsi all’interno del territorio nazionale sono quelli della famigerata zona rossa. Si tratta dei residenti in una decina di comuni del lodigiano e del centro veneto Vo’ Euganeo. Per loro è scattata una limitazione territoriale, misura necessaria per contenere il contagio. Possono muoversi liberamente all’interno dell’area rossa, ma non oltrepassarla. Il resto dei cittadini italiani, al momento, può viaggiare abbastanza tranquillamente. Perché abbastanza? Perché i primi blocchi più o meno reali sono già scattati.

I treni e i voli nazionali, così come i bus di linea che ogni giorno fanno da collante fra nord e sud della penisola, viaggiano regolarmente. Nonostante i pesanti disagi di lunedì 24 febbraio sulla linea ferroviaria. Per quanto concerne i treni, sia Trenitalia che Italo hanno intrapreso azioni di emergenza.

Il personale di bordo è dotato di mascherina, mentre i dispenser di gel disinfettante per le mani sono stati installati lungo le carrozze. Anche alcune società di trasporto su gomma, come Simet, hanno deciso di intraprendere misure cautelari, aumentando l’attività di pulizie disinfettanti a bordo dei loro mezzi e programmando la distribuzione di mascherine con filtro e guanti monouso per tutti i passeggeri e per il personale di bordo.

Rimborsi dei treni

Per i clienti di Trenitalia e Italo che hanno acquistato un biglietto fino al 23 febbraio 2020, le due compagnie riconosceranno il rimborso integrale per qualsiasi viaggio e indipendentemente dalla tariffa acquistata, in caso di rinuncia al viaggio a causa del coronavirus. I biglietti di Trenitalia saranno rimborsati con un bonus elettronico di importo pari al valore del biglietto acquistato, utilizzabile entro un anno dalla data di emissione.

Per chi viaggia con Alitalia, invece, è necessario tenere in considerazione che sono previsti tre giorni di sciopero (24, 25 e 26 febbraio), con tutta una serie di voli cancellati. Sul sito della compagnia si trovano facilmente tutti i dettagli. Ad ogni modo, le attività di tutti gli aeroporti italiani sono regolari.

Qui i dettagli sui rimborsi dei treni.

Di seguito, il reportage video di Selvaggia Lucarelli nei comuni della zona rossa:

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Cosa succede all’estero

È un po’ diverso il discorso per chi dall’Italia deve recarsi all’estero. I maggiori Paesi europei e occidentali non impongono limitazioni, al momento. Ma sono sempre più numerosi le nazioni che sconsigliano i viaggi in Italia. Alcune nazioni hanno già adottato misure preventive.

Il caso più emblematico è accaduto nella mattinata di lunedì 23 febbraio, con un aereo Alitalia bloccato sull’isola Mauritius, nell’oceano Indiano. Circa 40 passeggeri, sui 212 totali, provenivano da Lombardia e Veneto. E le autorità locali hanno deciso di non farli sbarcare. Poco dopo è arrivata anche una comunicazione ufficiale del ministro degli Esteri locale, che di fatto ha chiuso i confini dell’isola ai cittadini italiani che provengono da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna (oltre che ai coreani e ai cinesi).

I diritti dei viaggiatori

Le associazioni di categoria si stanno già muovendo. Molto italiani, in queste ore, stanno decidendo di cancellare i loro viaggi programmati da tempo. Anche in questa occasione, vale una regola ormai consolidata. Chi cancellerà il viaggio verso Paesi dove non vigono espressi divieti, avrà poche chance in più di ottenere dei rimborsi.

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