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La discoteca accusata di essere focolaio Covid in Toscana: “Rispettiamo ordinanza ma restiamo aperti”

Il Seven Apples è il locale notturno della Versilia dove nelle scorse settimane è stato registrato un caso di Coronavirus, che ha fatto scattare l'allarme per tutti i partecipanti alla serata dell'8 agosto. Adesso, mentre l'indagine epidemiologica è ancora in corso, è intenzionato ad andare avanti

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 19 Ago. 2020 alle 18:23 Aggiornato il 19 Ago. 2020 alle 19:01
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Immagine di copertina

Il Seven Apples resta aperto: “Mettiamo musica, ma non si ballerà”

Il Seven Apples di Marina di Pietrasanta, in Toscana, è una delle discoteche entrate nel mirino dell’allarme movida, quello che nelle settimane precedenti a Ferragosto ha portato il governo alla decisione di chiudere i locali notturni, o almeno di vietare il ballo, dal 17 agosto al 7 settembre. E proprio interpretando la nuova ordinanza, lo staff della nota discoteca della Versilia ha deciso di restare aperto. “In seguito all’ordinanza del Ministro della Sanità emessa nel pomeriggio di domenica, un successivo intervento normativo in serata ha specificato che non vi è una chiusura tout court delle discoteche, che possono quindi aprire al pubblico, essendo oggetto dell’ordinanza solo l’attività di ballo. Dopo la conferma avuta oggi dalla Prefettura di Lucca, abbiamo deciso che il Seven Apples rimarrà pertanto aperto regolarmente nei giorni di venerdì, sabato e domenica prossimi”, si legge sulla pagina Facebook del Seven Apples, che a partire dallo scorso 24 luglio ha intrattenuto il pubblico con le proprie serate a tema e con dj d’eccezione ogni weekend.

Lo sanno bene gli abitanti della Versilia e i turisti che da anni frequentano lo storico locale. “C’ho fatto mezza gioventù lì dentro”, racconta a TPI una 30enne di Massa Carrara. “Apriamo e non si balla, come imposto dal decreto emerso. Non si balla ma questo non implica che non ci sia la musica, faremo rispettare le regole e non si ballerà”, chiarisce a TPI lo staff del locale, che non vuole commentare quanto avvenuto nelle ultime settimane. Sui quotidiani locali e nazionali, infatti, è rimbalzata la notizia di circa sei casi collegati a una serata che si è tenuta al Seven Apples tra il 7 e l’8 agosto scorso, a cui ha partecipato una ragazza di Pisa che è risultata positiva al Covid solo il giorno dopo, quando ha ricevuto l’esito del tampone effettuato dopo il ritorno dalla vacanza in Grecia.

Il 12 agosto scorso la direzione delle Asl della Toscana ha chiesto all’amministrazione comunale di inasprire i controlli sul locale “in considerazione del numero delle persone coinvolte”, e ha predisposto un contatto email invitando chiunque avesse partecipato alla serata a sottoporsi al tampone: fino ad ora, come riportano i quotidiani locali, sono state 602 le risposte attendibili, da cui sono stati effettuati i successivi test. L’indagine ha portato all’individuazione di sei giovani risultati positivi al Covid, “quattro persone della provincia di Prato e uno di San Miniato”, fa sapere il Tirreno. Ma questo, specifica il quotidiano locale, “non significa che siano stati contagiati lì”. Intanto, nelle scorse 24 ore, scrive oggi il quotidiano La Nazione, “dei tre nuovi positivi a Prato ce n’è anche uno legato al cluster del Seven Apples”. Un caso “indiretto”, ovvero uno dei contatti dei ragazzi risultati positivi dopo la serata incriminata.

Ma la discoteca ha sempre rispedito al mittente l’accusa di essere diventata un focolaio di Coronavirus in Toscana o di non aver vegliato sul rispetto delle regole. “Riteniamo inaccettabile e del tutto arbitrario il collegamento tra la genesi del contagio e la nostra attività”, scrivono sempre sulla propria pagina Facebook, citando uno specialista dell’Ospedale Meyer che osservava come fosse necessario attendere l’esito dell’indagine epidemiologica per confermare il link. E adesso – mentre le Asl invitano i partecipanti alla serata che non si sono ancora manifestati a segnalarsi – il locale è intenzionato ad andare avanti e garantire la propria attività anche nel prossimo fine settimana, puntando solo sulla musica. Una tentazione a cui potrebbero cedere molti gestori, soprattutto quelli che possono contare sulla ristorazione o convertirsi in cocktail bar nell’impossibilità di organizzare delle vere e proprie serate. Nella speranza che nessuno si lasci trasportare dall’abitudine per tornare in pista.

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