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“Cancella i messaggi”: gli sms dei parenti ai ragazzi accusati dello stupro di Viterbo

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 2 Mag. 2019 alle 11:42 Aggiornato il 2 Mag. 2019 alle 11:46
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Immagine di copertina

I ragazzi di 19 e 21 anni, entrambi militanti di Casapound, accusati del presunto stupro di una 36enne a Viterbo avrebbero ricevuto una serie di messaggi Whatsapp da amici e familiari perché cancellassero foto e video della violenza.

I due infatti hanno condiviso su alcuni gruppi le immagini dello stupro avvenuto al pub “Old Manners” di Viterbo. [Qui la ricostruzione completa della vicenda] 

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“Resettate il telefono”, “Cancellate le chat”, “Riccà, butta il cellulare”: questi i messaggi ricevuti dal 21enne Riccardo Licci e del 19enne Francesco Chiricozzi, secondo quanto rivelato dal Corriere della Sera.

E ancora: “Fai il reset del telefono”, “Regà, cancellate le chat”, “Riccà leva tutti i video e tutte le foto di quella di ieri sera. Ci so le guardie al pub”.

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“Riccardo butta il cellulare subito”, è il commento del padre di uno dei giovani.

Al vaglio dei inquirenti vi sono tre video e quattro foto inviate da Chiricozzi e Licci agli amici e che secondo il gip di Viterbo mostrano “reiterati abusi sessuali”.

Il materiale sarebbe finito sul cellulare del padre di Licci e su due chat di Whatsapp: “Gruppo Bazzi” e “Gruppo Blocco studentesco”, dove i ragazzi hanno militato prima di entrare in Casapound.

“Dai, non fare così, divertiamoci un po’”, è una delle frasi che Francesco Chiricozzi rivolge alla 36enne quando lei si ribella ai due ragazzi e fa capire loro di non voler avere un rapporto sessuale.

Il racconto della vittima: “Ricordo un pugno, poi più nulla. Mi sono svegliata piena di lividi”

Dopo quelle parole inizia uno dei video in cui si vede la presunta violenza e che secondo il gip Rita Cialoni hanno il “chiaro scopo di schernire ulteriormente la malcapitata esibendo come fosse un trofeo un tale scempio”.

Il gip insiste sulle”palesi condizioni di inferiorità psico-fisica” della ragazza e sugli “insani impulsi sessuali” di Chiricozzi e Licci.

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