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Stupro Viterbo, il racconto choc della vittima: “Ricordo un pugno, poi più nulla. Mi sono svegliata piena di lividi”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 30 Apr. 2019 alle 19:32
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Immagine di copertina

Stupro Viterbo, il racconto delle vittima – “Mi sono fidata, sembravano persone perbene. Ricordo un pugno. Poi, nulla. Mi sono svegliata piena di lividi”. Queste le prime parole della ragazza italiana di 36 anni che sarebbe stata stuprata dopo essere stata picchiata a Viterbo dai due militanti di CasaPound, Francesco Chiricozzi e Riccardo Lecci. [Qui la ricostruzione completa della vicenda] 

“Ma quale rapporto consenziente. Spiegatemi allora come fa ad essere piena di lividi e con un occhio nero. La verità è che l’hanno massacrata, ha preso un sacco di botte ed è svenuta”, ha dichiarato l’avvocato Franco Taurchini, in risposta ai due militanti di Casapound che davanti al gip si sono difesi sostenendo che il rapporto fosse stato consenziente.

“Ci siamo seduti ad un tavolo a bere e chiacchierare – ha raccontato la 36enne al legale – poi uno di loro si è alzato ed è andato a prendere altro da bere. Avevo chiesto una birra ma mi hanno portato qualcos’altro. Poco dopo uno di loro mi ha colpita con un pugno sull’occhio e sono svenuta. Poi non ricordo più nulla”.

Quello che è avvenuto dopo è visibile nel video dello stupro realizzato dagli aggressori che ora è in mano agli inquirenti.

“Si è risvegliata nel suo letto – dice ancora l’avvocato – e non sa neanche come ci sia arrivata”.

Lo stupro di Viterbo e le accuse ai militanti di Casapound arrestati: la ricostruzione

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