Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 21:38
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Cronaca

Perché la Sea Watch 3 non è andata in un altro porto?

Immagine di copertina
Sea Watch attraccata Credits: ANSA

Sea Watch sbarco Olanda | Porto sicuro | Polemiche

Sea Watch sbarco Olanda – La Sea Watch 3 dal 12 giugno scorso è in mare aperto con a bordo 42 persone. La sua capitana, Carola Rackete, ha deciso di violare il blocco navale e di entrare in acque italiane. Questo è stato un appiglio politico per la Lega e da Fratelli d’Italia, che hanno deciso di portare avanti una battaglia contro la Sea Watch. Il principale nodo della polemica è proprio il porto di attracco finale. La pioggia di critiche nei confronti della ong è avvenuta a causa del suo arrivo in Italia. Ma perchè la capitana Carola non ha scelto un altro porto?

Sea Watch sbarco Olanda | I porti proposti

La Sea Watch avrebbe potuto sbarcare in altri porti che si affacciano sul Mediterraneo: in Francia, Spagna, Grecia o Malta. O, secondo il vice premier leghista Matteo Salvini, addirittura anche in Tunisia.

Tra le opzioni era uscita anche quella del ritorno verso la Libia. L’Italia aveva chiesto di portare lì i migranti, proprio il luogo dal quale sono scappati per le detenzioni arbitrarie, le violenze, gli stupri e le torture.

Matteo Salvini sostiene che gli altri paesi “se ne lavano le mani” e “non si fanno carico dei migranti perché sono furbi” mentre le ong li portano in Italia perché il nostro paese si è sempre dimostrato fesso”.

Sea Watch sbarco Olanda | Porti sicuri

Rispetto a queste affermazioni ci sono delle grandi imprecisioni. In primo luogo, non è vero che gli altri paesi europei non si facciano carico dei migranti. L’Italia non è il paese che accoglie più rifugiati.

Poi c’è una questione geografica. Le navi di salvataggio cercano infatti di rispettare la regola del “porto sicuro” e di attraccare facendo meno miglia possibili. Le ong che operano in mare devono rispettare la cosiddetta convenzione di Amburgo del 1979 e le altre norme sul soccorso marittimo, che prevedono che gli sbarchi debbano avvenire nel primo “porto sicuro” sia per prossimità geografica a dove è avvenuto il salvataggio sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani.

Quella del “porto sicuro”, o POS, place of safety , è una cosa di cui si è molto parlato nel caso recente della Sea Watch 3. Dopo aver comunicato alle autorità marittime italiane di aver salvato i migranti in mare, il 12 giugno, alla Sea Watch 3 era infatti stato detto di riportarli in Libia, da dove erano partiti. E le autorità libiche avevano accettato di far sbarcare la Sea Watch 3, che però si era rifiutata di farlo.

Quindi, per esempio, la Libia e la Tunisia proposte da Salvini non avevano nessuna di queste caratteristiche. Da una parte per il conflitto in corso e per i centri di detenzione disumani.

Dall’altra invece la Tunisia è un paese relativamente sicuro ma non è attrezzato per garantire i bisogni dei migranti, e a giudizio degli operatori delle ong non ha una legislazione completa sulla protezione internazionale: una cosa essenziale perché possano essere rispettati i diritti umani dei migranti e perché un posto possa essere considerato un “porto sicuro”.

Sea Watch sbarco Olanda | Il regolamento di Dublino

L’altro problema è poi il cosiddetto “Regolamento di Dublino”, ovvero l’accordo europeo che privilegia il cosiddetto criterio del “primo ingresso”, secondo cui ospitare e valutare ciascuna richiesta di protezione internazionale spetta al paese in cui è avvenuto l’ingresso di quella persona nell’Unione Europea.

Il Regolamento di Dublino trattiene oggi decine di migliaia di richiedenti asilo in Italia, e è fra i principali responsabili della crisi degli ultimi anni.

Lampedusa è un porto sicuro, ma non mette di certo al riparo le ong dalle critiche.

> Migranti, la Sea Watch 3 soccorre 53 persone al largo della Libia. Salvini: “Nave pirata”

> Sea Watch 3, l’appello dei migranti in un video: “Fateci sbarcare” | Video

> Sea Watch, attivisti a TPI: “Dormiremo davanti alla chiesa di Lampedusa fino allo sbarco dei naufraghi”

Ti potrebbe interessare
Cronaca / AstraZeneca, l’Aifa approva il mix di vaccini per chi ha meno di 60 anni
Cronaca / È morto Livio Caputo, direttore reggente de Il Giornale
Cronaca / Nuovi casi sotto quota mille in Italia: non succedeva da settembre. 36 i morti
Ti potrebbe interessare
Cronaca / AstraZeneca, l’Aifa approva il mix di vaccini per chi ha meno di 60 anni
Cronaca / È morto Livio Caputo, direttore reggente de Il Giornale
Cronaca / Nuovi casi sotto quota mille in Italia: non succedeva da settembre. 36 i morti
Cronaca / Monza, cade dal monopattino e finisce in coma: un passante gli ruba il mezzo e scappa
Cronaca / De Luca dice no al mix di vaccini e si scaglia contro il governo: "Serve chiarezza"
Cronaca / Piacenza, resta impigliata in una pompa agricola: grave una lavoratrice 26enne
Cronaca / Gimbe: “Fino a quando Aifa non modifica i bugiardini, il mix di vaccini non è approvato”
Cronaca / 54enne muore per trombosi a 12 giorni dalla vaccinazione: aperta indagine per omicidio colposo
Cronaca / Milano, caso di variante “delta” in palestra: il contagiato aveva già completato il ciclo vaccinale
Cronaca / L’aggressione alla madre, un Tso e le segnalazioni dei vicini: chi era il killer di Ardea