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“L’arresto di Carola Rackete è illegittimo”: l’attacco del senatore De Falco, ex M5s

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 29 Giu. 2019 alle 18:48 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:31
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Immagine di copertina
Gregorio De falco, Carola Rackete

L’arresto della capitana della Sea Watch è illegittimo, per Gregorio De Falco. “Non ci sono gli estremi”, dice. Il senatore del Gruppo Misto, ma, soprattutto, ex comandante della Guardia Costiera, spiega perché l’arresto della capitana di Sea Watch non è regolare.

“L’arresto di Carola Rackete è stato fatto per non essersi fermata all’alt impartito da una nave da guerra ma la nave da guerra è altra cosa, è una nave militare che mostra i segni della nave militare e che è comandata da un ufficiale di Marina, cosa che non è il personale della Guardia di Finanza. Non ci sono gli estremi. La Sea Watch è un’ambulanza, non è tenuta a fermarsi, è un natante con a bordo un’emergenza. La nave militare avrebbe dovuto anzi scortarla a terra”, ha commentato De Falco.

“Sea Watch non avrebbe potuto andare in altri porti, il più vicino è Lampedusa e non aveva alcun titolo a chiedere ad altri, sebbene lo abbia fatto. Ha atteso tutto quello che poteva attendere finché non sono arrivati allo stremo; a quel punto il comandante ha detto ‘basta’ ed è entrata per senso di responsabilità. È perverso un ordinamento che metta un uomo, o una donna in questo caso, di fronte a un dramma di questo tipo. Quella nave aveva un’emergenza e aspettava da troppo”, ha continuato ancora l’ex M5s.

L’arresto della capitana per De Falco è quindi illegittimo. “Fatti gli accertamenti da parte della Procura, dovrà tenersi conto del fatto che non ci sono gli estremi giuridici per tenere in stato di fermo la comandante Carola Rackete. Dovrà essere liberata per civiltà giuridica e umana”, ha specificato De Falco.

“Mi trovo a Lampedusa e sto vivendo questi momenti con frustrazione”, ha detto l’ex capitano di Marina a Radio Crc. “Molti dimenticano che ci sono le convenzioni di Amburgo e Solas che impongono determinati comportamenti ai comandanti delle navi. E gli Stati, aderendo a queste convenzioni, hanno sottoscritto una chiarissima limitazione della propria potestà legislativa”, ha continuato ancora De Falco.

L’ex esponente del Movimento 5 Stelle ha sottolineato inoltre: “Stiamo parlando da giorni di 42 persone ferme in mezzo al mare, 42 naufraghi, da non confondere con i migranti, che vanno via dalla loro terra d’origine. Queste persone hanno semplicemente bisogno di soccorsi. La differenza tra naufraghi e migranti è fondamentale. Non si applica nemmeno il decreto sicurezza bis. Io ho molto apprezzato la comandante Carola Rackete, perché è stata perfettamente coerente con tutti gli obblighi che le impone il suo ruolo. E questi obblighi non sono affatto facili. Tutto ciò che ha fatto è stato terminare l’operazione di soccorso iniziata con il salvataggio, tirando fuori quelle persone fuori dal un pericolo immediato”.

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