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Coronavirus, Piero Angela: “In Italia non c’è controllo sociale, chi trasgredisce non viene richiamato” | VIDEO

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 17 Mar. 2020 alle 13:22 Aggiornato il 17 Mar. 2020 alle 14:30
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Coronavirus, Piero Angela: “In Italia non c’è controllo sociale, chi trasgredisce non viene richiamato” | VIDEO

Questo momento storico, con la pandemia da Coronavirus, è angoscioso per tutti. Soprattutto perché ogni giorno continuiamo a veder aumentare il numero di contagi dal bollettino della Protezione civile. Ma, senza farci prendere dallo sconforto, dobbiamo continuare a osservare le misure di contenimento e sperare che l’emergenza possa rientrare nel più breve tempo possibile. E, soprattutto, prendere questa situazione con la giusta serietà.

Questo, in sostanza, il messaggio di Piero Angela contenuto in un video che l’ufficio stampa della Rai ha pubblicato su Facebook. “Le misure per arginare la diffusione del Coronavirus sono importanti perché permettono di rallentare il numero dei contagi senza superare le possibilità di assistenza degli ospedali. Ai nostri nonni fu chiesto di andare in guerra, a noi viene chiesta una cosa più facile: restare a casa”, spiega il noto divulgatore scientifico che già la scorsa settimana aveva parlato del Covid-19 in un video pubblicato sulla pagina di SuperQuark. “Stiamo vivendo un momento incredibile, mai vista una cosa del genere, nemmeno da me che sono così vecchio – continua il conduttore Rai – adesso la situazione è precipitata perché il governo ha fermato l’Italia per fermare il virus. Come andranno le cose? Dipende da come tapperemo tutti i buchi. Questo è un virus un po’ marziano, non come l’influenza che ha dei ceppi che ogni anno si assomigliano, arriva dal mondo animale e noi non siamo pronti a farvi fronte”.

“In Italia è stata molto rapida la diffusione e dobbiamo fermare il contagio. Dobbiamo riuscire a ritardare il picco. Questo picco può avere varia conformazione, l’importante è che non acceleri troppo. Non dobbiamo far acuire la curva dei contagi, in modo tale che gli ospedali possano continuare a sostenere la situazione”, osserva Angela.

“Dipende da noi quanto andrà avanti questa situazione, dalla nostra capacità di fare quello che ci viene chiesto. In Italia chi trasgredisce non viene richiamato – è poi la critica del divulgatore al nostro Paese – non c’è il controllo sociale, abbiamo a che fare con un amico invisibile. Quanto durerà? Lo possiamo dire solo noi – conclude – quanto potremo contenere la malattia e i costi di una crisi economica che ne è la conseguenza”.

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