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Febbre del Nilo, 7 ricoverati in ospedale a Lodi: disinfestazioni in corso

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 18 Ago. 2020 alle 10:13
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Febbre del Nilo, 7 ricoverati in ospedale a Lodi: disinfestazioni in corso

La Febbre del Nilo (o West Nile Disease) continua a far paura in Italia: nei giorni scorsi è salito a 7 il numero dei pazienti ricoverati nel reparto di Neurologia dell’ospedale Maggiore di Lodi a causa della malattia. Le persone contagiate, fanno sapere dalla struttura, sono arrivate con sintomi in alcuni casi lievi, come mal di testa, febbre, nausea, vomito e sfoghi cutanei. Ma alcuni hanno anche sviluppato una grave forma di mielite. L’età media delle persone ricoverate è compresa tra i 50 e i 70 anni.

Su segnalazione dell’Ats di Milano, che ha competenza anche su Lodi, alcuni comuni della zona hanno iniziato già prima di Ferragosto la disinfestazione dalle zanzare. Soprattutto nei comuni di San Martino, Massalengo, Graffignana, Borghetto, Vidardo, Casaletto e nella Bassa. La febbre del Nilo, infatti, è un’infezione che non si trasmette per contagio diretto da uomo a uomo, ma soltanto attraverso la puntura di una zanzara infetta (la culex, presente nella pianura padana), o attraverso il contatto con il sangue di una persona che ha già contratto il virus. Il tempo di incubazione è compreso tra i 2 e i 14 giorni, o 21 nei soggetti con deficit nel sistema immunitario.

Febbre del Nilo: come difendersi dall’infezione

“Un contributo importante al contenimento della proliferazione delle zanzare è dato dall’attuazione coordinata e sistematica, su tutto il territorio regionale, degli interventi di disinfestazione larvicida e adulticida”, ha spiegato assessore alla sanità del Veneto (dove si è verificato il primo caso del 2019 di Febbre del Nilo in Italia), Manuela Lanzarin. Nella maggior parte dei casi si tratta di un’infezione asintomatica, nel 20 per cento dei casi possono verificarsi sintomi di lieve natura come febbricola, mal di testa, nausea, vomito, eruzioni cutanee.

“In meno dell’1% dei casi, in particolare persone anziane e debilitate, si possono presentare febbre alta, debolezza muscolare e complicanze neurologiche come encefalite”, ha detto ancora l’assessore. La febbre del Nilo tuttavia può manifestarsi con febbre a 40 gradi, dolori articolari e forti cefalee. Nel 2018 furono circa una decina i casi in Italia. I virus esotici sono diventati endemici in Italia, a causa dei cambiamenti climatici e della globalizzazione. In particolare, l’aumento delle temperature favorisce la proliferazione delle zanzare e la sopravvivenza delle uova durante la stagione invernale aumenta. In Italia il virus West Nile, noto come Febbre del Nilo è stato documentato per la prima volta nel 1998 in Toscana, e colpì i cavalli.

A questo link abbiamo spiegato in cosa consiste il virus West Nile nel dettaglio.

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