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Il piano del Governo per il Dpcm del 3 dicembre: negozi e ristoranti potrebbero riaprire

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 19 Nov. 2020 alle 09:48
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Dpcm 3 dicembre, negozi e ristoranti potrebbero riaprire: piano Governo

La scadenza dell’attuale Dpcm, ovvero il 3 dicembre, si avvicina sempre di più: per questo motivo il Governo è al lavoro per stabilire quali saranno i provvedimenti contenuti nel nuovo decreto, che dovrebbe durare fino alle feste di Natale e Capodanno. Negli ultimi giorni la curva dei contagi ha smesso di crescere esponenzialmente: l’Italia, infatti, anche grazie alla suddivisione del territorio in tre diverse aree (rossa, arancione e gialla) è riuscita a raggiungere il picco e adesso spera di iniziare una lenta ma continua discesa. Anche per questo l’esecutivo è fiducioso che per il 3 dicembre quasi tutte le Regioni siano in fascia arancione o gialla, abbandonando quindi la zona rossa. Se così fosse, sarebbe possibile inserire nel prossimo decreto alcune aperture in vista del Natale. Qualche allentamento, sempre con la massima accortezza, per sollevare l’umore degli italiani in questa seconda ondata di Covid-19.

Da giorni si susseguono indiscrezioni su quelle che dovrebbero essere le norme contenute nel nuovo Dpcm: l’attenzione è focalizzata soprattutto sullo shopping, sulla modifica dell’orario di apertura di alcuni negozi e sull’apertura di bar e ristoranti. Potrebbe rimanere il limite dei quattro posti a tavola, oppure essere aumentato a portato a sei. Il progetto del Governo è di dare fiato alle attività economiche nel periodo natalizio, ma con la regola di prevedere nuove chiusure intorno al 21 o al 22 dicembre, subito prima delle feste.  Sia Palazzo Chigi che il ministero della Salute tuttavia insistono nel dire che non ci sarà alcun liberi tutti, ma che ci saranno graduali concessioni. Si parlerà anche di questo nella riunione di oggi tra i ministro Roberto Speranza e Francesco Boccia e i governatori delle Regioni, oltre che della riduzione degli indicatori da 21 a 5.

Il nuovo Dpcm, inoltre, prevedrà il divieto per feste e cenoni con persone di nuclei familiari diversi. Per pranzi e cene a casa ci sarà la raccomandazione e rimanere in famiglia proteggendo gli anziani e le persone fragili, ma dando per scontato che il numero delle persone potrebbe essere più alto di quello previsto per i locali pubblici. Per quanto riguarda gli spostamenti si cercherà invece di impedire quelli tra le Regioni che hanno un livello di contagi ancora troppo elevato. L’obiettivo è evitare di commettere gli stessi errori dell’estate. Del resto, sono gli stessi governatori a chiedere maggiore elasticità, anche per quanto riguarda i centri commerciali: i presidenti di Regione infatti vorrebbero che venissero riaperti anche nei fine settimana. Ma molto probabilmente il Governo non dirà di sì: il compromesso sarà quello di prorogare l’orario dei negozi al dettaglio, per favorire lo scaglionamento agli ingressi. Infine, anche il coprifuoco potrebbe variare e slittare di almeno un’ora, forse anche due.

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