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Home » Cronaca

L’Alto Adige non ci sta e sfida Conte: ristoranti, bar e cinema restano aperti

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Covid, l’ordinanza dell’Alto Adige: bar chiusi alle 20, i ristoranti alle 22

L’Alto Adige applica il coprifuoco dalle 23 alle 5, ma posticipa la chiusura di bar e ristoranti alle 20 e alle 22 e tiene aperti cinema e teatri: è quanto emerge dall’ordinanza anti-Covid firmata nella giornata di domenica 25 ottobre dal presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, e in vigore su tutto il territorio provinciale da lunedì 26 ottobre fino al 24 novembre. Oltre a posticipare la chiusura di bar e ristoranti, inoltre, l’ordinanza della provincia autonoma prevede anche che cinema, teatri e sale da concerto restino aperti con una capienza massima di 200 persone, l’apertura sia ai professionisti che ai non professionisti di due comprensori sciistici e il 50% della didattica a distanza (e non il 75% come previsto dal decreto nazionale). L’ordinanza, dunque, stabilisce delle regole diverse rispetto a quelle emanate nell’ultimo Dpcm del governo, che prevede rigide restrizioni per bar e ristoranti, che dovranno abbassare le saracinesche entro le 18, e la chiusura di cinema, teatri e palestre.

A differenza della legge nazionale, infatti, i bar potranno chiudere alle 20, mentre i ristoranti potranno lavorare sino alle 22: tuttavia, dalle ore 18 la somministrazione di cibi e bevande potrà avvenire solamente al tavolo, con posti assegnati ed un massimo di 4 persone per tavolo, eccezion fatta per i familiari conviventi con il divieto assoluto di consumare in piedi sia nei pressi del locale che sul suolo pubblico. “Di fatto – ha spiegato Kompatscher presentando l’ordinanza – reperiremo gran parte del nuovo Dpcm nazionale con alcuni adattamenti alla realtà locale in virtù dei margini di manovra che ci sono concessi dalla nostra autonomia e dalla legge provinciale sulla fase 2 dello scorso maggio”.

“Comportandoci in maniera responsabile possiamo tenere la situazione sotto controllo dal punto di vista sanitario, evitare misure ancora più drastiche e tornare in tempi più rapidi ad una vita il più possibile normale” ha spiegato Arno Kompatscher aggiungendo che “bisogna intervenire subito con misure più incisive per fermare la catena dei contagi e ridurre la pressione su ospedali e strutture sanitarie, cercando comunque di salvaguardare il più possibile scuole e attività economiche”.

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