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Coronavirus, esperti Usa: “Possibile contagio aereo”. Iss: “Non abbiamo evidenze che circoli nell’aria”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 3 Apr. 2020 alle 13:30
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I carruggi genovesi tra vicoli deserti e negozi chiusi dove solo poche persone sono uscite di casa per fare la spesa. Genova, 19 Marzo 2020. ANSA/LUCA ZENNARO

Coronavirus, esperti Usa: “Possibile contagio aereo”. Iss: “Non abbiamo evidenze che circoli nell’aria”

Il tema della circolazione del Coronavirus per via aerea è al centro dell’attenzione degli studiosi a livello internazionale, con posizioni apparentemente contrastanti che avrebbero possibili conseguenze sulle raccomandazioni dell’Oms sull’uso delle mascherine. Negli Stati Uniti, un gruppo prestigioso di esperti, incaricato di una relazione sul Covid-19 per la Casa Bianca, ritiene che la trasmissione del virus sia possibile non solo attraverso starnuti o tosse ma anche solo parlando o, forse, persino respirando. L’ex direttore dell’Oms, David Heymann, ha confermato alla Bbc che è in un corso una valutazione sulle direttive per le mascherine, che finora l’Oms raccomanda solo ai malati e a chi si prende cura di loro.

Dal canto suo, l’Istituto Superiore di Sanità ha sottolineato oggi, tramite le parole del presidente Silvio Brusaferro: “Non abbiamo evidenze per dire che il virus circoli nell’aria. I dati che abbiamo a livello epidemiologico ci dicono che le principali vie di trasmissione sono per droplet e per contatto. La trasmissione per via aerogena era stata ipotizzata e dimostrata in contesti particolari, specie in ambito sanitario. Ma la letteratura internazionale conferma il fatto che droplet e contatto sono i veicoli principali di infezione”.

La ricerca statunitense

Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, il virus si diffonde da persona a persona quando le persone si trovano a meno di due metri l’una dall’altra “attraverso goccioline respiratorie prodotte quando una persona contagiata tossisce o starnutisce”.

Tuttavia, nella relazione scritta da Harvey Fineberg, presidente di un comitato composto con la National Academy of Sciences ed ​ex preside della Harvard School of Public Health, e indirizzata al comitato della Casa Bianca, si legge che “Mentre l’attuale ricerca specifica sul Coronavirus è limitata, i risultati degli studi disponibili sono coerenti con la trasmissione aerea del virus dalla respirazione normale”. La lettera di Fineberg alla Casa Bianca spiega che una ricerca in un ospedale in Cina mostra che il virus può essere sospeso nell’aria quando i medici e gli infermieri rimuovono gli equipaggiamenti protettivi, o quando i pavimenti vengono puliti o quando il personale si sposta.

Un’altra ricerca dell’Università del Nebraska mostra che materiale genetico proveniente dal virus è stato trovato nelle stanze dei pazienti a più di un metro di distanza da loro, si legge ancora nella lettera. Fineberg ha affermato che è possibile che goccioline di Coronavirus in aria possono restare sospese e potenzialmente contagiare altri che arrivano in un secondo momento.

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