“Migranti sul bus solo ad alcuni orari, tolgono posto agli studenti”: la proposta della Lega bergamasca

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 7 Set. 2020 alle 15:45 Aggiornato il 7 Set. 2020 alle 16:05
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Bergamo, la proposta della Lega: “Migranti su bus diversi da quelli degli studenti”

Alcuni esponenti della Lega di Serdina, comune in provincia di Bergamo, hanno chiesto che i “richiedenti asilo” prendano i mezzi pubblici a un’orario differente da quello in cui sono utilizzati dagli altri studenti e cittadini. Venerdì 4 settembre alcuni rappresentanti leghisti hanno avanzato la richiesta al prefetto Enrico Ricci, in un incontro che ha visto la partecipazione dei parlamentari Daniele Belotti e Alberto Ribolla. Secondo quanto spiegato su Facebook da Enrico Galizzi, dirigente della Lega locale,  “vista la loro stazza”, i migranti impediscono agli studenti di rientrare a casa. “Spesso e volentieri vediamo tornare a casa i nostri ragazzi perché non sono riusciti a salire sullʼautobus, causa troppi ʼrichiedenti asiloʼ che spingendo e sgomitando (vista anche la loro stazza) riempiono tutti posti disponibili”, ha scritto il leghista sulla sua pagina social, rispondendo ai commenti di chi lo accusava di razzismo e di “un ritorno all’Apartheid”.

Insieme al consigliere comunale a Sedrina Matteo Ripamonti, Galizzi ha consigliato al sindaco di “richiedere ai responsabili della casa San Giuseppe (che ospita i migranti, ndr) di mettergli a disposizione un loro mezzo”.  Si tratterebbe di una separazione tra cittadini: i bianchi nei mezzi del trasporto pubblico dell’azienda locale Sab, e i migranti invece in quelli del proprio centro di accoglienza. Ma il vero obiettivo degli esponenti locali del Carroccio sarebbe proprio quello di chiudere la casa “San Giuseppe”, come dichiarato dallo stesso Galizzi nel comunicato. “Per rendere la vita degli abitanti della Valle più tranquilla”. E per raggiungerlo il partito ha lanciato una petizione che ha raccolto le firme di oltre 700 cittadini.

Intanto, la proposta del Carroccio ha suscitato non poche critiche, sia da parte degli utenti social che di altri politici locali. “Invece di chiedere di potenziare il trasporto locale e di garantire che non ci sia sovraffollamento sui pullman i soliti demagoghi razzisti puntano a fare dei migranti gli untori portatori del virus. E propongono una sorta di segregazione stile apartheid. La proposta è in puro stile Ku Klux Klan: veicolare il messaggio razzista dando l’idea che bisogna proteggere i bambini e i ragazzi dall’uomo nero” dichiarano Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista, e il segretario regionale lombardo, Fabrizio Baggi, in una nota congiunta. “Dopo aver provocato una strage con la pessima gestione della pandemia i fascioleghisti tornano alla carica con le campagne anti-immigrati”, si legge ancora nel comunicato.

L’idea che i migranti viaggino su autobus separati da quelli dei migranti non è nuova per la destra lombarda: nel 2009 a Milano il vicesindaco di Alleanza Nazionale Riccardo de Corato richiese che gli stranieri senza documenti fossero fatti salire su bus con le grate sui vetri, una sorta di autobus galera, che venne subito sospeso.

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