Gallarate, marocchino arrestato picchiato da 4 vigili: calci e pugni mentre lui è a terra

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 13 Lug. 2020 alle 17:08 Aggiornato il 13 Lug. 2020 alle 19:19
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Gallarate, marocchino aggredito da quattro vigili

Scene di violenza arrivano da Gallarate, in provincia di Varese, dove il 7 luglio scorso quattro vigili hanno bloccato con metodi efferati un uomo di origini marocchine di 41 anni che aspettava di fare rientro nel rifugio per senzatetto “Casa di Francesco”, dove vive da quando ha perso il lavoro a dicembre 2019. A riprendere la scena dal balcone che si affaccia sulla strada la dipendente di un’azienda municipalizzata del comune in provincia di Varese, che ha sporto denuncia nei confronti degli agenti il giorno seguente, accompagnata da una collega. La donna avrebbe assistito a tutta la dinamica dell’accaduto e non solo alla scena ripresa nel filmato: stando al verbale di denuncia di querela e a quanto raccontato a TPI dall’Avvocato Pietro Francesco Romano, che difende la testimone e l’uomo di origini marocchine, Asharaf Baziza, tutto sarebbe iniziato intorno alle 17 di martedì 7 luglio, quando l’ospite della casa di accoglienza di Gallarate attendeva, appoggiato al muro, che le porte della struttura riaprissero alle 18.

Nell’attesa, un uomo che vive nel palazzo adiacente alla “Casa di Francesco” si sarebbe rivolto al marocchino chiamandolo “ne**o di m**da”, per poi chiedere l’intervento delle forze dell’ordine perché Baziza “sputava e pisciava all’interno della proprietà privata”. Lui non poteva ancora sentire gli insulti, perché portava le cuffie, ma nel frattempo sono intervenuti alcuni ragazzi in bicicletta. “Mostrava le parti intime”, avrebbe dichiarato l’uomo al gruppo di giovani. All’anziano che si è fermato a sua volta davanti al portone, il vicino ha invece raccontato che il marocchino si stava abbassando la cerniera dei pantaloni sotto al porticato. La situazione è degenerata dopo l’arrivo di due vigili urbani, che hanno chiesto a tutti di presentare i documenti. Il marocchino avrebbe fornito la carta d’identità, il residente sarebbe andato via e l’uomo anziano si sarebbe rifiutato di consegnarli senza conoscere il motivo della richiesta.

Secondo il racconto della testimone, a quel punto un vigile avrebbe sottratto qualcosa dallo zaino dell’anziano – “presumibilmente un documento” – che ha poi chiesto di non aggredirlo perché aveva subito due bypass al cuore. Il marocchino avrebbe così cercato di evitare lo scontro tra l’uomo e gli agenti della municipale, i quali avrebbero per questo iniziato a picchiare lui insieme ad altri due colleghi arrivati in un secondo momento. Come si vede nel filmato, Baziza rimane a lungo per terra mentre la polizia stradale lo prende a pugni e lo immobilizza per diversi minuti, le testimoni riprendono la scena e l’anziano cerca di filmarla a sua volta prima di essere bloccato da uno dei vigili. Romano racconta che Baziza, quella sera, è rimasto in Caserma fino alle 22 circa, per poi essere condotto al Pronto Soccorso dell’Ospedale Sant’Antonio di Gallarate. Il referto medico visionato da TPI riporta un trauma all’avambraccio destro, un trauma al quarto dito della mano sinistra, e un trauma al torace. Ma si attende ancora l’esito della radiografia.

A risalire al ragazzo è stato proprio l’Avvocato, il quale, dopo aver visionato il video, ha lanciato un appello per ritrovarlo al TG regionale della Lombardia e ha incontrato Baziza oggi, lunedì 13 luglio. “Domani depositeremo la denuncia per lesioni e abuso d’ufficio. Lo difendo gratuitamente, perché queste scene non sono degne di un Paese civile”, ha dichiarato Romano a TPI. Dalla polizia municipale, intanto, è arrivata una versione diversa, avvalorata dal sindaco di Gallarate Andrea Cassani, il quale contesta il racconto della donna e i commenti al video che sarebbero “non in linea con le testimonianze” degli agenti, secondo cui sarebbe stato Baziza a creare scompiglio e a provocare la reazione violenta, tanto da indurli a sporgere denuncia nei confronti dell’uomo per “resistenza a pubblico ufficiale”. I vigili sono ricorsi a loro volta a cure ospedaliere con una prognosi dai due ai sette giorni.

“Qualora verrà confermata la versione fornita dalla Polizia Locale credo che occorrerà tutelare l’immagine dei nostri Agenti che quotidianamente con professionalità rischiano la propria vita per occuparsi di criminali tutelati, più di quanto non lo siano gli stessi agenti, dallo Stato” ha scritto il sindaco in un commento all’articolo condiviso da un utente su una pagina Facebook di Gallarate. Per il sindacato di polizia locale, che ha diffuso un comunicato di “solidarietà ai vigili”, Baziza sarebbe stato un soggetto “riottoso” e in stato di ebrezza, “che si era reso responsabile di diversi reati”. “Non si vedono i momenti ed i motivi che hanno portato al fermo del soggetto, quindi vien naturale pensare che quest’ultimo abbia violato la legge, per di più lo vediamo agitato ed aggressivo anche a terra e siamo portati a pensare che in piedi si sia comportato peggio”, si legge nella nota.

Romano, dal canto suo, ha definito “assurda” questa ricostruzione. “Baziza è assolutamente incensurato, ha lavorato in regola dal 2007 fino al dicembre 2019 con permesso di soggiorno. Ha una moglie e un figlio che vivono in Marocco e attendono che ottenga un nuovo contratto di lavoro e di affitto per raggiungerlo. Si sono inventati che sia recidivo perché non si aspettavano che le persone facessero il video, ma la testimonianza di quello che è accaduto arriva dai racconti di tre persone”, ha detto l’avvocato a TPI. Sulla vicenda indaga la procura di Busto Arsizio.

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