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Lombardia, consigliera Baffi (Iv) a TPI: “Io pro-Fontana? No, ma le mozioni di sfiducia sono pagliacciate”

La consigliera renziana in Regione Lombardia spiega le sue posizioni, molto discusse: dalla partecipazione a un evento di sovranisti al mancato appoggio alla mozione di sfiducia contro Fontana. “Non sono dalla sua parte, ma da quella dei cittadini lombardi. Non appoggio atti inutili”

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 29 Ago. 2020 alle 11:15 Aggiornato il 29 Ago. 2020 alle 12:38
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Immagine di copertina
Patrizia Baffi e, a destra, Attilio Fontana

Nella giornata in cui Milano e la Lombardia si ritrovano immerse nell’incubo dei contagi nelle RSA, le opposizioni in consiglio regionale presentano una mozione di sfiducia contro il Presidente Attilio Fontana. Ma nemmeno su questo c’è unanimità: Italia Viva non la sostiene, replicando una spaccatura che si già era manifestata negli scorsi mesi. Anche in occasione della precedente mozione contro l’assessore al Welfare Giulio Gallera (e in generale contro la gestione della sanità) era mancato il voto della consigliera di IV Patrizia Baffi, eletta a Codogno e impegnata professionalmente in una RSA. Con una scelta davvero clamorosa, proprio Baffi era poi stata eletta alla presidenza della commissione di inchiesta sulla gestione del Covid-19 con i soli voti del centrodestra: le opposizioni avevano infatti proposto Jacopo Scandella (PD).

In seguito alle dimissioni della vicepresidente Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti) e al ritiro dei componenti del PD e del M5S, Baffi era stata costretta a dimettersi per la chiara impossibilità di lavorare. Già allora, era emersa una questione politica significativa: la consigliera renziana agisce in autonomia, oppure il suo comportamento rispecchia l’orientamento del suo partito? E ancora: cosa ne pensa Italia Viva della sua partecipazione alla “Festa Sovranista di Lodi”, in programma l’11 settembre? Baffi infatti interverrà in una iniziativa organizzata da Fratelli d’Italia, con la partecipazione dell’editore Francesco Polacchi, di Casapound, e di Riccardo Colato, di Lealtà e Azione.

TPI ha intervistato proprio la diretta interessata, Patrizia Baffi, che ha spiegato per la prima volta le sue ragioni. “Non capisco tutto questo rumore sulla mia partecipazione a una festa, né per quale motivo la si debba associare alla scelta di non votare la mozione contro Fontana. Sono due cose molto diverse e distinte tra loro. Credo che sia il PD a montare la polemica”.

Non crede che sia sorprendente la sua partecipazione a un evento dichiaratamente “sovranista”?
Guardi, io vado a tutte le feste a cui mi invitano. In questo caso si tratta di un dibattito politico, ma il fatto che io vi partecipi non significa che io abbia lo stesso punto di vista di chi ha organizzato l’evento. D’altra parte, ricordo che il Presidente Fontana lo scorso anno ha partecipato alla Festa dell’Unità, così come Giulio Gallera era intervenuto a quella di Brescia. Mi vengono in mente questi due esempi, perché allora io ero nel PD, ma ce ne sarebbero anche altri.

In questo caso specifico, viene rimarcata la presenza di alcuni esponenti politici di estrema destra, che non hanno ruoli istituzionali. Per lei va tutto bene?
Non li conosco. So però che ci saranno il Presidente della Provincia e il sindaco di Lodi. Io ho molto rispetto del mio ruolo istituzionale e oltretutto si tratta del mio territorio. Parteciperò insieme agli altri in quanto sono una persona libera ideologicamente. Non ho pregiudizi contro nessuno: secondo me in democrazia è giusto portare un contributo diverso, dentro un confronto. Questa è la politica. Non credo alle “sette” e nemmeno al fatto che alla Festa dell’Unità debbano partecipare solo persone di sinistra e alle feste di Fratelli d’Italia solo chi è di destra. Lo dico nel rispetto delle figure istituzionali e, sul piano politico, proprio in virtù di questa apertura. Non ho pregiudizi verso nessuno, nemmeno verso Casapound, così come andrei a un evento del PD, se mi invitassero. Capisco che questo mio modo di pensare metta in subbuglio chi invece è abituato diversamente, ma è così.

Italia Viva è d’accordo con la sua partecipazione alla Festa Sovranista?
Beh, se permette, partecipare a una festa politica che è un dibattito credo che faccia parte dell’autonomia delle persone. Tra l’altro Gianmario Invernizzi (dirigente locale di Forza Nuova, ndr) mi ha detto che inizialmente aveva invitato il senatore Francesco Bonifazi, incontrato in vacanza, e che dopo aver saputo che lui non sarebbe andato ha chiesto se poteva invitare me, in quanto consigliera regionale. Non mi risulta che ci siano state opposizioni. Non so, tuttavia ripeto: è una polemica che non capisco, la sta montando il PD, ma sono problemi loro.

Invece, rispetto alla scelta di non votare la mozione contro Fontana, si tratta di una sua scelta personale o di una posizione condivisa con Italia Viva?
È una scelta dettata dal fatto che io non credo in queste pagliacciate. Sono cose inutili. Ci pagano per lavorare, mentre questi atti non danno alcun risultato. Sono cose tipiche della vecchia politica, ma io non vi aderisco. È proprio questo che non piace di me: io sono antisistema. Lo sono perché faccio solo atti migliorativi per la quotidianità della gente e metto in campo tutti gli strumenti che un consigliere regionale ha, per cogliere i suggerimenti e quindi arrivare a obiettivi migliorativi dei servizi e della qualità della vita nei territori. Non appoggio mozioni che concretamente non passeranno mai, perché non credo nella politica inutile. Sono per la politica utile, in quanto sono stata eletta e sono pagata per essere al servizio dei cittadini, non delle segreterie di partito. È per questo che non piacevo al PD e probabilmente non piaccio nemmeno ora a Italia Viva.

Questo però non è indifferente: lei crede che su questo tema ci possano essere frizioni all’interno del suo partito?
La scelta di non votare la mozione contro Fontana è una mia posizione personale. Non è stata condivisa con il partito, che comunque non l’ha ostacolata. Vedremo nei prossimi mesi cosa succederà, ma io sento di rappresentare al meglio il manifesto di Italia Viva. Tra l’altro, oggi Davide Faraone sui suoi social critica duramente la mozione di sfiducia di Matteo Salvini nei confronti del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, dicendo che non ha senso farla adesso, quando il Paese deve affrontare un passaggio importante e delicato come il rientro a scuola. Io credo che la stessa cosa debba valere per la Regione Lombardia: tentare di far saltare il Governo locale proprio ora, quando la locomotiva del Paese deve affrontare una crisi durissima, con 10 milioni di abitanti da amministrare, è da irresponsabili. Ripeto: io lavoro per le persone, non per le segreterie di partito. E questo per me vale tanto a Roma, quanto in Lombardia.

Cosa accadrebbe se invece Italia Viva decidesse di assumere una posizione differente dalla sua?
Ci ragionerò. Io non sono dalla parte di Fontana, come si è tentato di raccontare, ma da quella dei cittadini. Spesso la politica fa cose solo per illudere i cittadini, offuscando la verità. Io non ci sto e non voto mozioni inutili. Utilizzerò il mio mandato per mettere in pratica tutte le mie funzioni di sindacato ispettivo, grazie alle facoltà e agli strumenti di cui sono dotata per il mio ruolo istituzionale. Non accetto di alimentare l’illusione determinata da una politica che non rispecchia la realtà delle cose. “Responsabilmente”, come dice Faraone a proposito della ministra Azzolina, non ho potuto appoggiare l’iniziativa contro Fontana. Io non difendo lui, ma la mia Regione, della quale sono orgogliosa, il mio territorio e chi ci abita. A settembre la Lombardia si troverà alle prese con un enorme punto interrogativo, sotto tanti punti di vista: ma perché fare una cosa che fa solo perdere tempo? Non siamo qui per dare false illusioni ai cittadini, ma risposte concrete.

Visto che lei è di Codogno, parteciperà all’evento del 5 settembre con sindaci da tutta Italia per “Ripartire da dove tutto è cominciato”?
Ho saputo dell’evento e parteciperei volentieri. Al momento, però, non sono stata invitata e non so se accadrà. Sa, a Codogno c’è un sindaco della Lega… Io ormai ho contro tutti: a destra e a sinistra.

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