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Perché Attilio Fontana è sotto scorta

Il presidente della Regione Lombardia ora risulta protetto per decisione della prefettura di Varese

Di Donato De Sena
Pubblicato il 27 Mag. 2020 alle 09:39 Aggiornato il 27 Mag. 2020 alle 19:28
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Immagine di copertina
Il governatore della Lombardia Attilio Fontana. Credit: ANSA / Marco Ottico

Fontana sotto scorta

“Clima incandescente” e “minacce”: sono queste le motivazioni che hanno fatto scattare la scorta per il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, uno degli esponenti politici ed istituzionali più esposti nella gestione dell’emergenza Coronavirus, sotto protezione da due giorni. A dare notizia delle nuove misure che riguardano il governatore è stato oggi, mercoledì 27 maggio, il quotidiano La Stampa.

Fontana è finito sono scorta per decisione della prefettura di Varese dopo che “il clima intorno al governatore lombardo si è fatto incandescente” con due murales, a Milano, cui viene apostrofato come “assassino” e minacce sul web. A seguire il presidente lombardo, quindi, ora c’è anche un’auto di scorta con un agente, che configura un provvedimento “di quarto livello”. Varese è la città in cui il governatore risiede e di cui è stato anche sindaco.

La prima scritta “Fontana assassino” è spuntata lo scorso 15 maggio su muro giallo in Via Vittorelli a Milano con accanto un simbolo con falce e martello e due stelle rosse. Sotto, la firma dei Carc, il partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo.

Con le scritte negli ultimi giorni sono arrivati anche volantini, sullo stesso tono, sempre a firma dei Carc. Il volantino, avente come titolo lo stesso messaggio “Fontana assassino” chiede di mandare a casa la giunta regionale per la gestione dell’emergenza Covid e di sostituirla con una diversa. “Organizziamoci in ogni azienda, quartiere e territorio per importa”, è la conclusione dei Carc.

La Stampa spiega che il malcontento nei confronti del governatore leghista nelle ultime settimane è montato lentamente, mentre aumentava il numero dei morti: le contestazioni sui social network venivano cavalcate dalle opposizioni politiche. Fino ad arrivare alle accuse pesanti.  L’avvocato di Fontana, Jacopo Pensa, ha raccolto decine di minacce online, arrivate sia da profili fake che da utenti che si presentano con nome e cognome.

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