Alessandro Di Battista: “Sto molto meglio, i medici cubani mi hanno salvato la vita”
L'ex deputato M5S torna a scrivere su Substack dopo il malore che lo ha colpito mentre si trovava a Cuba
Alessandro Di Battista, che nella serata di martedì 29 settembre tornerà ospite del programma di La7 DiMartedì, torna a scrivere Substack annunciando di essere pronto a riprendere la sua attività. “Io sto molto meglio e ho voglia di ricominciare a fare quello che ho sempre fatto: scrivere e denunciare. Grazie di cuore a tutti voi per aver continuato a sostenere questo canale in queste settimane davvero delicate. Nei prossimi giorni vi racconterò tutto quello che è successo”. L’ex deputato, che pubblica una foto insieme ad alcuni medici cubani, spiega: “La sanità cubana è un’eccellenza e io non dimenticherò mai tutto quello che Cuba ha fatto per me. Ero partito per L’Avana proprio per raccontare le conseguenze del blocco statunitense. Ricordo che ‘El Bloqueo’ fu emanato per la prima volta nel 1962, quando alla Casa Bianca c’era John Fitzgerald Kennedy, reduce dal clamoroso fallimento dell’invasione di Cuba: la famigerata invasione della Baia dei Porci, ovvero il tentativo organizzato dalla CIA di deporre il governo di Fidel Castro”.
L’attivista continua: “Sessantaquattro anni dopo, gli USA continuano a comportarsi come dei mafiosi e a strangolare il popolo cubano. La situazione a L’Avana è drammatica. In Italia ci mostrano le immagini delle città cubane piene di spazzatura, senza spiegare di chi sia la responsabilità delle condizioni in cui vivono i cubani. Ma si sa: in una colonia statunitense, guai a denunciare i crimini degli Stati Uniti. A Cuba ci sono ospedali senz’acqua, non c’è carburante per far muovere le ambulanze, le strade sono vuote e di sera completamente al buio. Ma nonostante tutto, i cubani resistono. Dalla stanza al diciannovesimo piano dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, ho vissuto sulla mia pelle l’umanità dei medici cubani. Non dimenticherò mai il loro affetto e la loro professionalità. E sono stati proprio i medici cubani a raccontarmi che moltissimi dei medici palestinesi sterminati dai terroristi israeliani si sono formati proprio a Cuba”.