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Cosa significa Aisha, il nome arabo scelto da Silvia Romano

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Credit: Ansa foto

Cosa significa Aisha, il nome arabo scelto da Silvia Romano

Aisha (A’isha) è il nome arabo scelto da Silvia Romano dopo la sua conversione, avvenuta durante il sequestro cui è stata sottoposta per 18mesi tra il Kenya e la Somalia. La cooperante italiana ha raccontato che la conversione non le è stata imposta, ma che si è trattato di una libera scelta da lei maturata attraverso un percorso iniziato dalla lettura del Corano proprio durante la prigionia. Ma cosa significa il nome Aisha e qual è la sua origine?

Il nome, molto popolare tra i musulmani di tutto il mondo, deriva da A’isha bint Abi Bakr, figlia di Abu Bakr, primo califfo dell’Islam. Come ricorda il Corriere della Sera, la sua figura oggi viene richiamata da fronti opposti: da una parte coloro che difendono la pratica delle spose bambine, dall’altro le femministe musulmane che, come quelle saudite, lottano per i propri diritti.

Aisha fu la terza moglie del profeta Maometto, che si sposò diverse volte dopo la morte della prima moglie Khadija. Aisha, il cui nome in arabo significa “viva”, era ritenuta però la favorita del profeta. L’età in cui Aisha sposò Maometto è oggetto di dibattito tra gli studiosi, alcuni ritengono che fu promessa in sposa a sei anni, altri a nove. Inoltre non è chiaro se il rapporto sia stato consumato alcuni anni dopo, quando raggiunse la pubertà.

Crescendo Aisha divenne una donna influente. Dalla sua unione con Maometto non nacquero figli, ma quest’ultimo la portava spesso con sé, anche durante le spedizioni militari. Rimane vicina al profeta fino agli ultimi anni della sua vita, e molti racconti sulla vita di Maometto (hadith) possono essere ricondotti a lei. Secondo le fonti arabe, era una donna indipendente che non temeva di rispondere a tono al marito. Dopo la morte del profeta, l’ostilità di Aisha nei confronti del cugino di Maometto, Ali, portò alla scissione tra sunniti e sciiti all’interno della comunità musulmana. La moglie di Maometto trascorse gli ultimi 20 anni della sua vita a Medina, lontana dalla politica, e morì a 62 anni.

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