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I filmati, le trattative coi terroristi, lo scambio finale: le tappe della liberazione di Silvia Romano

Di Redazione TPI
Pubblicato il 10 Mag. 2020 alle 08:53 Aggiornato il 10 Mag. 2020 alle 09:22
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Immagine di copertina
Silvia Romano. Credit: Ansa

Silvia Romano: la storia della liberazione

Una trattativa durata almeno tre mesi, e che ha condotto nella notte tra l’8 e il 9 maggio alla liberazione di Silvia Romano, la cooperante italiana di 24 anni rapita nella notte tra il 20 e il 21 novembre 2018 nel sud est del Kenya, a Chakama. A condurre le operazioni c’è l’Aise, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna, ma un ruolo decisivo lo giocano anche i servizi segreti turchi e somali. Tutto, però, ha inizio almeno a gennaio del 2020, quando la cooperante appare in un filmato. Come riporta il Corriere della Sera, è questa la prova che gli 007 cercavano: Silvia è viva e si può dare inizio alla trattativa per cercare di riportarla a casa. Una trattativa che si rivelerà lunga e faticosa. E che si conclude col pagamento di un riscatto in una zona a circa 30 chilometri da Mogadiscio, dove la ragazza viene consegnata alle autorità italiane da alcuni emissari dei sequestratori.

Come scrive sul Corriere Fiorenza Sarzanini, il primo vero segnale l’Aise lo riceve circa sei mesi fa, una prova (forse un altro video) che convince le autorità italiane che Silvia Romano sia viva. Il filmato di gennaio conferma poi che il rapimento ha a che fare col fondamentalismo islamico (e in particolare il gruppo terroristico Al Shaabab). E’ a questo punto che entrano in gioco i servizi segreti turchi e somali, forti di un radicamento sul territorio che gli italiani non possono avere. Vengono presi dei contatti coi sequestratori, vengono attivati degli informatori. Finché alcuni emissari dei sequestratori, scrive Sarzanini, “indicano come sede della prigione la zona di Bay, nel villaggio di Buulo Fulaay. Dicono che per un periodo è stata chiusa in un grotta con altri ostaggi. Fissano il prezzo finale, dopo i soldi versati per pagare i vari contatti. Non c’è una cifra precisa”.

Dopo una trattativa, viene fissato giorno e luogo dello scambio: Silvia verrà riconsegnata in cambio di una somma di denaro. Nonostante le condizioni climatiche avverse (un’alluvione) e dei colpi di mortaio, viene fissato l’incontro. Che si svolge senza particolari intoppi. Silvia Romano viene trasferita nell’ambasciata italiana, in attesa di fare ritorno nel nostro paese con un volo che atterrerà domenica 10 maggio, alle ore 10, all’aeroporto romano di Ciampino.

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