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Dl sicurezza bis, cosa prevede il decreto approvato oggi dal Governo

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Matteo Salvini

Decreto sicurezza bis | Cosa prevede | Approvazione

L’11 giugno il decreto Sicurezza bis è stato approvato dal Consiglio dei ministri, il primo dopo le elezioni europee.

Durante l’ultimo Cdm, tenutosi il 21 maggio l’approvazione del decreto era stato rimandato a dopo le urne per evitare una crisi di Governo. Dall’ultima bozza sono state eliminate le multe per chi soccorre i migranti in mare, il punto più controverso del decreto, che aveva generato accese critiche e polemiche.

Il Cdm del 21 maggio, come detto, si era concluso con una fumata nera: a pesare i dubbi di costituzionalità espressi dal Quirinale, e che hanno convinto il premier Conte a rimandare l’approvazione della misura, nonostante il pressing di Salvini.

Il decreto si compone di 18 articoli.

Il nucleo centrale prevede l’inasprimento delle misure contro i trafficanti di esseri umani e il potenziamento delle operazioni sotto copertura per contrastare l’immigrazione clandestina.

Qui abbiamo spiegato cosa prevede il decreto sicurezza bis, punto per punto:

Migranti

L’articolo 1 del decreto sicurezza bis prevedeva – prima delle ultime limature – che chi, nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni internazionali –  con particolare riferimento alle istruzioni operative delle autorità SAR competenti o di quelle dello Stato di bandiera – può incorrere in una “sanzione amministrativa” che va dai 10 ai 50mila euro.

L’importo della multa, sempre dai 10mila ai 50mila euro, nell’ultima bozza è adesso limitato a chi viola il divieto di ingresso nelle acque italiane e non più al trasporto dei migranti.

Le multe legate alla presenza a bordo di immigrati soccorsi in mare erano state giudicate incostituzionali dal Quirinale.

“Salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale, il comandante della nave, che nel corso della navigazione procede, anche in acque internazionali, ad azioni di soccorso di mezzi adibiti alla navigazione ed utilizzati per il trasporto di migranti, anche mediante il recupero delle persone ovvero il traino del mezzo, è tenuto ad operare nel rispetto della normativa internazionale e delle istruzioni operative emanate dalle autorità responsabili dell’area in cui ha luogo l’operazione di soccorso”.

Modifiche al codice della navigazione

L’articolo 2 del decreto sicurezza bis prevede alcune modifiche al codice della navigazione, e nello specifico viene attribuito al ministro dell’Interno il potere di “limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili o unità da diporto o di pesca nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica e comunque in caso di violazione” di alcune delle disposizioni della Convenzione di Montego Bay.

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

All’articolo 3 il decreto sicurezza bis vuole contrastare a monte l’organizzazione dei trasporti di migranti irregolari.

Finanziamento da 2 milioni per le forze dell’ordine

Il decreto sicurezza bis all’articolo 4 prevede lo stanziamento di 2 milioni di euro nel triennio 2019-2021 per il finanziamento degli “oneri conseguenti al concorso di operatori di polizia di Stati con i quali siano stati stipulati appositi accordi” per lo svolgimento di operazioni sotto copertura “anche con riferimento alle attività di contrasto del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

Universiadi

Tra le novità del decreto sicurezza bis c’è l’arrivo di 500 militari in più a Napoli in vista delle Universiadi 2019.

Inasprimento delle sanzioni per i reati di devastazione

L’articolo 5 del decreto sicurezza bis interviene sul Tulps, il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, inasprendo le sanzioni conseguenti ai reati di devastazione, saccheggio e danneggiamento, commessi nel corso di riunioni effettuate in luogo pubblico o aperto al pubblico.

Inoltre, prevede espressamente l’obbligo di comunicazione immediata, non oltre le 24 ore, all’autorità di pubblica sicurezza delle generalità delle persone ospitate in alberghi o in altre strutture ricettive.

Tutela degli operatori delle forze dell’0rdine

L’articolo 6 del decreto sicurezza bis prevede maggiori tutele per gli operatori delle forze dell’ordine impiegati in servizio di ordine pubblico, attraverso l’introduzione di nuove fattispecie delittuose. Il decreto inoltre trasforma quelle che attualmente sono contravvenzioni in delitti e prevede inoltre l’inasprimento delle sanzioni.

Ad esempio, “chiunque nel corso di manifestazioni.. per opporsi a pubblico ufficiale o all’incaricato di pubblico servizio.. utilizza scudi o altri oggetti di protezione passiva ovvero materiali imbrattanti o inquinanti è punito con la reclusione da 1 a 3 anni”.

Ovvero, “chiunque lancia o utilizza illegittimamente, in modo da creare un concreto pericolo per l’incolumità delle persone o l’integrità delle cose, razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l’emissione di fumo o di gas visibile… ovvero bastoni, mazze, oggetti contundenti è punito con la reclusione da 1 a 4 anni”.

Commissario straordinario, norma “spazza-clan” e assunzione di 800 persone

L’articolo 8 del decreto sicurezza bis prevede l’istituzione di un commissario straordinario e l’assunzione di 800 persone con impegno di spesa per oltre 25 milioni di euro: permetterà di notificare sentenze ai condannati attualmente in libertà e garantire così l’effettività della pena. Inasprite anche le misure per chi aggredisce operatori delle forze dell’ordine.

Il commissario straordinario, nominato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno, ha il compito di realizzare un programma di interventi finalizzati ad eliminare l’arretrato relativo ai procedimenti di esecuzione delle sentenze di condanna divenute definitive da eseguire nei confronti di imputati liberi.

Manifestazioni sportive

Il capo III (dall’articolo 13 in poi) si occupa di violenza nelle manifestazioni sportive. Il decreto stabilisce che il questore può disporre che a “coloro che risultino denunciati per aver preso parte attiva a episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle medesime circostanze abbiano incitato, inneggiato o indotto alla violenza” possa essere vietato di accedere alle manifestazioni sportive.

Il divieto si allarga alle manifestazioni sportive che si svolgono all’estero e, per quelle che si svolgono in Italia, dalle competenti autorità degli altri Stati Ue.

Il decreto inoltre prevede che ai club venga vietato di dare sovvenzioni, biglietti omaggio e contributi di varia natura a coloro che hanno ricevuto un Daspo.