Il decreto Sicurezza bis è legge: il Senato lo approva con 160 voti, 5 assenze nel M5S

Di Laura Melissari
Pubblicato il 5 Ago. 2019 alle 20:31 Aggiornato il 5 Ago. 2019 alle 21:24
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Decreto Sicurezza bis è legge: approvato al Senato con 160 voti

Il decreto Sicurezza bis è legge: l’Aula del Senato oggi, lunedì 5 agosto, ha approvato il provvedimento con 160 voti a favore. Sul provvedimento il governo aveva posto la questione di fiducia.

L’approvazione in via definitiva del dl Sicurezza bis è stata accompagnata da un applauso nell’Aula di Palazzo Madama dei senatori della maggioranza, sia della Lega che del M5s. C’è stato anche qualche selfie, come quello del senatore leghista Simone Pillon con alcuni colleghi, per salutare il voto di fiducia. Qualche voce di protesta si è negli stessi istanti levata dai banchi del Pd.

“Il decreto Sicurezza bis, più poteri alle forze dell’ordine, più controlli ai confini, più uomini per arrestare mafiosi e camorristi, è legge. Ringrazio voi, gli Italiani e la Beata Vergine Maria”, è stato il commento su Facebook del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Decreto Sicurezza bis: 5 senatori M5S assenti

Nelle ore precedenti al voto, la tensione era stata alta. I numeri erano in bilico, a causa dei dissidenti M5S, che non hanno permesso di raggiungere la maggioranza assoluta di 161 voti. Fratelli d’Italia ha annunciato l’astensione, che a Palazzo Madama non vale più come voto contrario, mentre i senatori di Forza Italia sono rimasti in Aula ma hanno partecipato al voto.

Sono stati 5 i senatori M5S assenti, che non hanno quindi votato la fiducia al secreto Sicurezza bis: Virginia La Mura, Matteo Mantero, Michela Montevecchi, Lello Ciampolillo, Elena Fattori. Ma in Aula risultava assente anche la senatrice pentastellata Bogo Deledda, che ha però problemi di salute. Per la Lega erano assenti anche Umberto Bossi, sempre per ragioni di salute, e Massimo Candura, per motivi personali. Infine, assenti anche i sei senatori a vita.

“Il decreto Salvini è passato, l’Italia è più insicura”, ha scritto in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti, sottolineando che nel testo approvato non si parla di lotta alla mafia. “Grazie agli schiavi 5 stelle la situazione nelle città e nei quartieri rimarrà la stessa, anzi peggiorerà. Il crimine ringrazia, le persone sono sempre sole e le paure aumentano. Salvini ci campa”.

E ancora, ha continuato Zingaretti: “Avevamo chiesto il contratto per i lavoratori delle forze dell’ordine, presidi nei quartieri a rischio, rilancio e risorse dei patti della sicurezza con i sindaci, investimenti per il recupero delle periferie. Ma niente. Di tutto questo non c’è nulla, così come non c’è nulla sulla lotta alle mafie, nemmeno l’ombra”.

“Fratelli d’Italia – ha detto la leader di Fdi Giorgia Meloni su Rete 4 – si è astenuta in Senato coerentemente alla scelta fatta alla Camera di votare si al decreto sicurezza bis e no alla fiducia al governo”. “L’approvazione del decreto sicurezza bis di oggi – ha aggiunto l’ex ministra – è una buona notizia: la nostra priorità è sempre quella di dare risposte agli italiani”.

Decreto Sicurezza bis: ecco cosa prevede

Quello di oggi era l’ultimo passaggio parlamentare del decreto Sicurezza bis, che viene convertito in legge dopo essere stato approvato alla Camera dei Deputati lo scorsoi 25 luglio (qui il testo completo del decreto legge 53 del 14 giugno 2019).

Il decreto Sicurezza bis convertito oggi in legge si compone di 18 articoli: i primi cinque sul soccorso in mare, gli altri modificano il codice penale e in particolare la gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni di protesta e sportive. Qui di seguito i punti principali (qui il provvedimento, articolo per articolo).

Ingresso delle navi in territorio italiano: il ministro dell’Interno “può limitare o vietare l’ingresso il transito o la sosta di navi nel mare territoriale” per motivi di sicurezza, quando si pensa che sia stato violato il testo unico sull’immigrazione e sia stato compiuto il reato di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

Maxi multe per le Ong: la sanzione va da 150 mila euro fino a un milione per il comandante della nave “in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane”. Come sanzione aggiuntiva è previsto anche il sequestro della nave.

Fondi contro il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: 500mila euro per il 2019, un milione di euro per il 2020 e un milione e mezzo per il 2021 per il contrasto al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per operazioni di polizia sotto copertura.

Gestione dell’ordine pubblico: spunta una nuova fattispecie delittuosa per sanzionare chi nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, utilizza – in modo da creare concreto pericolo a persone o cose – razzi, fuochi artificiali, petardi od oggetti simili, nonché facendo ricorso a mazze, bastoni o altri oggetti contundenti o comunque atti ad offendere”. Sono previste aggravanti “qualora i reati siano commessi nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico”.

Assunzioni per la sicurezza: il ministero della Giustizia è autorizzato ad assumere, per il biennio 2019-2020, con contratto di lavoro a tempo determinato di durata annuale, un contingente massimo di ottocento unità di personale amministrativo non dirigenziale” e a stanziare “3.518.433 euro per il 2019 e 24.629.026 euro per il 2020”.

Daspo rafforzato: nelle manifestazioni sportive è previsto il Daspo, il divieto di accesso, per “coloro che siano denunciati per aver preso parte attiva a episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle medesime circostanze abbiano incitato, inneggiato o indotto alla violenza”; “coloro che risultino avere tenuto, anche all’estero, sia singolarmente che in gruppo, una condotta finalizzata alla partecipazione attiva a episodi di violenza, di minaccia o di intimidazione”; “coloro che risultino denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti”.

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