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L’infarto nella notte, le 9 ambulanze, i tentativi disperati di rianimarlo: le ultime ore di Maradona

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 26 Nov. 2020 alle 09:25 Aggiornato il 26 Nov. 2020 alle 09:26
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Immagine di copertina
Credit: Ansa foto

Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi, si è spento ieri, mercoledì 25 novembre 2020, in Argentina all’età di 60 anni. L’ex leggendario calciatore del Napoli, del Barcellona e della Nazionale argentina, secondo quanto riportano il Clarin e la CNN, è morto a causa di un arresto cardiaco intorno alle 12 ora locale (le 16 italiane). Inutili i tentativi di rianimazione effettuati dal personale medico che lo accudiva 24 ore su 24 nell’abitazione in cui stava svolgendo la riabilitazione dopo l’intervento chirurgico alla testa di tre settimane fa, resosi necessario per rimuovere un edema subdurale.

L’esame autoptico, eseguito tra le 19.30 e le 22 di mercoledì nell’ospedale di San Fernando, ha appurato che l’insufficienza cardiaca ha provocato “un edema polmonare acuto”, come anticipa la stampa argentina, a cominciare dai quotidiani Clarin e La Nacion. Alla procedura hanno partecipato 6 medici, compreso il perito nominato dalla famiglia. Per completare l’iter bisognerà attendere l’esito degli esami tossicologici, necessari per verificare l’eventuale assuzione di farmaci, sostanze stupefacenti o alcol.

L’ultima persona a vederlo vivo, riporta il Clarìn, è stato suo nipote, Jonatan Espósito (figlio di María Rosa, la sorella di Diego), alle 23 di martedì, prima di addormentarsi, secondo quanto riferito dall’ufficio del procuratore generale. Nella serata di 2 giorni fa, in casa c’erano l’assistente del Pibe, un addetto alla sicurezza, un’infermiera e una cuoca.

Alle 11.30 di ieri mattina sono arrivati nell’abitazione anche lo psicologo e la psichiatra di Maradona. Hanno raggiunto la camera dell’ex calciatore, senza ricevere risposta. Il nipote e l’assistente, Maximiliano Pomargo e Johnny Esposito, hanno cercato di svegliarlo. Verificata l’assenza di segni vitali, hanno chiesto l’intervento dell’infermiera e della psichiatra che hanno eseguito manovre di rianimazione cardiopolmonare. Nel giro di pochi minuti sono arrivate diverse ambulanze ed è intervenuto anche un medico della zona. Sono state allertate anche le Dalma, Gianinna e Jana, le 3 figlie di Maradona che vivono in Argentina. La situazione è rapidamente precipitata e attorno a mezzogiorno, nel quartiere, sono state avvistate 6 ambulanze. I soccorritori hanno proseguito le manovre di rianimazione e hanno somministrato a Maradona dosi di atropina e adrenalina, senza però effetto.

Alla villa dove è morto sono accorse l’ex moglie Claudia Villafane e le figlie Dalma e Giannina. Poi l’ultima fidanzata di Diego, Veronica Ojeda. Il luogo è stato immediatamente presidiato dalla polizia, mentre una schiera di giornalisti e telecamere si è riversata di fronte alla villa.

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