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Tour de France: Alaphilippe, più forte delle cadute

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Julian Alaphilippe Credits: ANSA

Julian Alaphilippe (Deceuninck Quick Step) ha vinto la tappa inaugurale del 108° Tour de France, tutta saliscendi in terra bretone di 198 km da Brest a Landerneau. Il campione del mondo ha preceduto, sul traguardo posto alla sommità della Côte de la Fosse aux Loups, l’australiano Michael Matthews (Team DSM) di otto secondi con lo sloveno Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) che ha conquistato la terza moneta precedendo un gruppo di una ventina d’unità, comprendente tra gli altri un pimpante Vincenzo Nibali (Trek Segafredo). Sono stati questi gli unici sopravvissuti ad una paurosa caduta avvenuta quando mancavano cinque chilometri all’arrivo.

Questo il risultato di una frazione che, se il buongiorno si vede dal mattino, anticipa una Grande Boucle dalle mille emozioni. A rendere la situazione in corsa era esplosiva, ai meno 50 dal traguardo, è stato un episodio censurabile. Il gruppo stava rientrando su una fuga andata via in partenza con cinque corridori: Franck Bonnamour (B&B Hotels), Cristian Rodriguez (Team TotalEnergiés), Danny van Poppel (Intermarché – Wanty Gobert), Anthony Perez (Cofidis) e Ide Schelling (Bora – Hansgrohe). Soltanto quest’ultimo, gregario olandese di Peter Sagan, era rimasto in avanscoperta con un vantaggio ormai agli sgoccioli sul plotone tirato da Tony Martin (Team Jumbo Visma).

Era proprio il quattro volte iridato contro il tempo a finire vittima del comportamento irresponsabile di una tifosa che, per mostrare al mondo il suo artigianale cartello, voltava le spalle alla corsa finendo travolta dal tedesco e generando un capitombolo che coinvolgeva una cinquantina di ciclisti. A farne le spese era soprattutto un altro teutonico Jasha Sutterlin (Team DSM), costretto al ritiro, mentre molti altri, compresi Alaphilippe, Colbrelli e Caleb Ewan (Lotto Soudal) si trovavano costretti ad inseguire.

Rientrato in gruppo il campione del mondo, il Wolfpack, forse ispirato dal nome dell’erta finale, prendeva il controllo della situazione imponendo un ritmo molto elevato. Un lungo tratto in discesa, dai meno 10 ai meno 5 all’arrivo, contribuiva ad aumentare ulteriormente l’andatura causando un’altra caduta, decisamente più cruenta della prima per via dell’alta velocità.

Due i ritiri causati da questo capitombolo: Ignatas Konovalovas (Groupama-FDJ) e Cyril Lemoine (B&B Hotels p/b KTM). Restavano in pochi davanti con il duo italiano della Deceuninck, composto da Davide Ballerini e Mattia Cattaneo, che imponeva una ulteriore accelerazione. A 2.500 metri dal traguardo il campione del mondo replicava lo scatto di Cima Gallisterna, quello che nove mesi fa gli aveva regalato la maglia iridata.

Provava a contrastarlo solo il connazionale Pierre Latour (Team TotalEnergiés) su cui si riportavano gli eterni duellanti sloveni Tadej Pogacar (UAE – Team Emirates) e Primoz Roglic. Proprio quando sembrava che questo trio potesse ricucire lo strappo, i due figli del Tricorno decidevano di non collaborare tra loro, facendosi riprendere dal gruppo. Identica sorte capitava al malcapitato Latour proprio nel momento in cui Alaphilippe sigillava il suo successo, dedicandolo al figlio Nino, venuto al mondo 12 giorni fa.

E’ corposo il bilancio degli uomini di classifica che già oggi hanno dato l’addio alle speranze di gloria: il duo del Team Movistar, Miguel Angel Lopez e Alejandro Valverde, ed il francese Guillaume Martin (Cofidis), oltre al tetra vincitore della Grande Boucle, Chris Froome (Israel Start-Up Nation), arrivato con un ritardo di un quarto d’ora. Si sono perse per strada anche due punte del quartetto Ineos Grenadiers, il vincitore del Giro d’Italia 2020, l’inglese Tao Geoghegan Hart, e l’australiano Richie Porte, primo dei non sloveni al Tour l’anno scorso.

Non è detto, però, che questo “chiarimento” non sia un bene per il team anglo – colombiano che ora sa di dover puntare su Richard Carapaz e Geraint Thomas. Domani si replica; anzi, sulla carta, la frazione è più impegnativa di quella odierna. Saranno 183 i chilometri di saliscendi che porteranno i corridori da Perros-Guirec al Mûr-de-Bretagne. Nel 2018, l’ultima volta che il Tour vi è arrivato, su quest’arrivo Tom Dumoulin si è giocato il successo finale.

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