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Scende la pioggia, cadono i ciclisti come birilli: vince Kristoff che conquista la prima maglia gialla

Immagine di copertina
Crediti: Ansa

Scende la pioggia, cadono i ciclisti come birilli: vince Kristoff che conquista la prima maglia gialla

Non era una prima tappa banale quella, con partenza ed arrivo a Nizza, che apriva il Tour de France 2020. Un paio di salite nell’entroterra avrebbero dovuto mettere un po’ di sale sulla corsa. Ci ha pensato invece la pioggia a creare confusione con alcuni corridori che già stasera hanno dovuto abbandonare i sogni di gloria.

La discesa della Cote de Rimiez è stato il teatro di una serie di cadute a ripetizione che hanno coinvolto, tra gli altri, Julian Alaphilippe, Caleb Ewan, Giacomo Nizzolo e Pavel Sivakov. Il  russo della Ineos Grenadier è finito a terra due volte giungendo al traguardo con oltre 10 minuti di ritardo. La sua permanenza in gara è fortemente a rischio. Una tregua armata, concordata in corsa, ha poi portato ad una neutralizzazione informale della tappa, non prima di uno spettacolare incidente, per fortuna senza conseguenze, capitato al colombiano dell’Astana Miguel Angel Lopez.

A tre km dall’arrivo, nuovo megacapitombolo sul lungomare nizzardo. Difficile capire se sia avvenuto prima o dopo lo striscione dei tre km, che delimita la neutralizzazione dei tempi. La vittima più illustre di questa caduta è stato il francese Thibaut Pinot che, dopo più di un’ora di valutazioni da parte della giuria è stato classificato con il tempo del vincitore.

Lo sprint per la prima maglia gialla vedeva il norvegese Alexander Kristoff imporsi sul campione del mondo, il danese Mads Pedersen, e l’olandese Cees Bol con Giacomo Nizzolo sesto ed Elia Viviani settimo.

Domani si replica: stessa partenza e stesso arrivo ma con un circuito molto più duro, comprendente tra l’altro il leggendario Col du Turini’. Tra 24 ore avremo sicuramente le idee più chiare sui candidati per la maglia gialla 2020.

Leggi anche:

1. La lunga ombra del virus su un Tour de France che guarda a mezzogiorno (di S. Gambino) / 2. Niente Tour de France per Froome e Thomas, sacrificati sull’altare della rivoluzione Ineos

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