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Tour de France 2020, ventesima tappa: il nuovo versante del Tricorno

Immagine di copertina
Tadej Pogaca sul traguardo, oggi. Credits: EPA/Christophe Ena / Pool

Tour de France 2020, 20ma tappa: il nuovo versante del Tricorno

Dando vita all’impresa ciclistica più entusiasmante del terzo millennio, lo sloveno Tadej Pogacar (UAE Emirates) ha ribaltato la classifica generale del Tour de France 2020 sfilando la maglia gialla al connazionale Primoz Roglic (Jumbo – Visma) nella ventesima e penultima tappa, lungo i 36,2 km che portavano da Lure a La Planche des Belles Filles.

Era questa l’unica prova contro il tempo di questa edizione della Grande Boucle. Sulla carta Roglic era favorito ma il risultato della strada ha sovvertito il pronostico sulla carta con 57″ di distacco a favore del più anziano, alla partenza, che sono diventati 59″ a vantaggio del più giovane all’arrivo. Il quasi 22enne di Komenda ha inflitto 1’21” ad uno specialista come Tom Dumoulin (Jumbo – Visma) che ha preceduto di pochi centesimi un eccellente Richie Porte (Trek – Segafredo) che, grazie a questa ottima prova, ha guadagnato il terzo gradino del podio domani a Parigi, buttando giù il colombiano Miguel Angel Lopez (Astana), naufragato lungo il percorso. Roglic, per la cronaca è giunto quinto a 1’56”.

Pogacar aveva perso 1’21” da Roglic nel ventaglio che si era creato a 30 km dall’arrivo della settima tappa a Lavaur. Ci sarebbe da domandarsi se, in realtà, questo svantaggio non sia diventato strada facendo un incentivo per attaccare in continuazione un avversario che, forse, lo ha leggermente sottovalutato. Tadej porta a casa, oltre alla maglia gialla della classifica generale anche quella bianca dei giovani e quella a pois di miglior scalatore, avendo sottratto la leadership di questa graduatoria al vincitore dell’ultimo Giro d’Italia, Richard Carapaz, proprio a La Planche des Belles Filles. Queste cose le faceva solo Eddy Merckx.

Sebbene il Tour finisca domani sui Campi Elisi, la morale la possiamo ricavare già oggi. Avere una squadra forte aiuta ma non sempre basta. Il ghigno furbo di Beppe Saronni quando evitava di rispondere alle domande sulle possibilità di Pogacar di vincere la Grande Boucle, c’è lo ricorderemo a lungo. Lui, quello che è successo oggi, l’aveva previsto.

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