Tour de France 2020: Van Aert vince una tappa entusiasmante

Di Simone Gambino
Pubblicato il 4 Set. 2020 alle 19:14 Aggiornato il 4 Set. 2020 alle 19:15
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Immagine di copertina

Ci voleva proprio! Il Tour de France si riscopre corsa vera, proprio in occasione della tappa sulla carta più scialba. Invece, oggi non c’è stato un attimo di pausa nei 168 km che portavano la settima frazione da Millau a Lavaur in pieno Midì, nelle terre eretiche dei Catari. Sul traguardo Wout Van Aert (Jumbo Visma) ha vinto uno sprint ristretto cogliendo il sesto successo stagionale precedendo il norvegese Edvald Boasson Hagen (NTT) ed il francese Bryan Coquard (B&B Hotels). Considerando il lavoro profuso negli ultimi 30 km al servizio della squadra, il successo del 24enne fiammingo ha del prodigioso. D’altronde, il 2020 di questo ragazzo, vincitore di Strade Bianche e Milano – Sanremo, non può essere definito che con aggettivi superlativi.

In partenza, la corsa si è infiammata subito. La presenza di un GPM di terza categoria dopo 9 km, la Cote de Luzencon, (3,1 km al 6,1%), ha acceso la miccia. La maglia a pois Benoit Cosnefroy (AG2R) partiva a caccia di punti mettendo in crisi alcuni velocisti tra i quali Caleb Ewan (Lotto-Soudal), Cees Bol (Sunweb), Sam Bennett (Deceuninck), Giacomo Nizzolo (NTT Pro-Cycling) e André Greipel (Israel Start-Up Nation). Si accorgeva della situazione Peter Sagan che schierava la Bora Hansgrohe in testa, spaccando il gruppo in più tronconi. L’azione della Bora riscuoteva il suo premio al km 58 al passaggio al traguardo che assegnava i punti per la maglia verde dove il vice campione del mondo Matteo Trentin (CCC) precedeva lo slovacco che così si rimpossessava del simbolo del comando della classifica a punti.

A questo punto, approfittando di un rilassamento nell’andatura, a poco meno di 100 km dal traguardo partiva Thomas De Gendt (Lotto – Soudal). I settanta chilometri successivi erano caratterizzati dall’assolo dell’attaccante per eccellenza che, senza mai arrivare ad un minuto di vantaggio, riusciva comunque a tenere a distanza il gruppo. A Castres, meno 30 all’arrivo, De Gendt veniva ripreso e la corsa esplodeva.

Il vento diventava protagonista. Il primo ad accorgersene era Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step) cui dava manforte la Ineos Grenadier che si schierava in testa inscenando una piccola cronometro a squadre. Rapidamente si associavano anche Jumbo Visma, Astana e Groupama – Fdj. Il gruppi dei migliori si spezzava in due. Dietro, restavano attardati il duo della Trek – Segafredo, Bauke Mollema e Richie Porte, Mikel Landa (Bahrein – Mclaren) e soprattutto Tadej Pogacar (UAE Emirates), terzo in classifica a 7” dalla maglia gialla Adam Yates (Scott Mitchelton) questa mattina alla partenza. La Ineos perdeva per una foratura Richard Carapaz che finiva così nel gruppo dei ritardatari. Sul traguardo Van Aert piazzava il suo bis, regalando così alla sua squadra il terzo successo di giornata. Pogacar a 1’21” regolava il gruppo dei battuti. I velocisti arrivavano sparsi con ritardi d’altri tempi.

La classifica si è setacciata. Yates resta in giallo con 3” su Roglic e 9” sul sempre meno sorprendente Guillaume Martin (Cofidis). Domani c’è il primo assaggio di Pirenei con l’ottava tappa da Cazeres – sur – Garonne a Loudenville, 141 km con tre GPM. Il Col de Menté, che nel 1971 costò il Tour a Luis Ocana, caduto in maglia gialla, aprirà la danze dopo 60 km. Seguirà il primo Hors Categorie di questa edizione della Grande Boucle, la Porte de Bales dopo 105 km. Ad 11 km dal traguardo, è presumibile che il Col de Peyresourde fornisca la selezione decisiva prima della picchiata finale verso Loudenville.

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