Milano-Sanremo 2020: quando vince il più forte, è festa per lo sport

Di Simone Gambino
Pubblicato il 8 Ago. 2020 alle 20:39 Aggiornato il 8 Ago. 2020 alle 20:42
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Immagine di copertina
Credit: ANSA

Milano-Sanremo 2020

Ad una settimana dal trionfo sulle Strade Bianche senesi, Wout Van Aert, astro nascente del ciclismo mondiale, ha colto il successo più prestigioso della sua giovane, ma già illustre, carriera vincendo la 111esima edizione della Milano-Sanremo. Il fiammingo, due volte campione del mondo di ciclocross, ha conquistato il successo al termine di un combattutissimo sprint, testa a testa, con il vincitore della edizione 2019, il francese Julien Alaphilippe.

La corsa, che dopo un ulteriore allungamento misurava 305 km, è stata caratterizzata da due fasi ben distinte. I primi 270 chilometri hanno registrato la fuga di sette corridori: Boaro (Astana), Mazzucco e Tonelli (Bardiani), Bais (Androni), Cima (Gazprom), Frapporti (Zabù) e Carretero (Movistar). Scattati dopo 10 chilometri, i magnifici sette hanno raggiunto un vantaggio massimo di 7’50” che si è poi, lentamente ed inesorabilmente, eroso fino al ricongiungimento generale durante l’attraversamento di Imperia a 35 chilometri dall’arrivo.

A questo punto è iniziata un’altra corsa con la Trek – Segafredo di Vincenzo Nibali e la Bora Hansgrohe di Peter Sagan che hanno fatto fuoco e fiamme, tenendo alta l’andatura e inscenando scatti a ripetizione. Il risultato di questa impetuosa accelerazione si è visto subito. Sulla salita della Cipressa, il gruppo si andava a frantumare con tutti i velocisti, a cominciare dai favoriti Demare ed Ewan, che si staccavano repentinamente. Era un gruppo di non più di 30 unità quello che imboccava a più di 50 chilometri orari l’ascesa del Poggio ai meno 9 dall’arrivo.

Scattava a questo punto Gianluca Brambilla, compagno di Vincenzo Nibali. Ad un km dallo scollinamento il vicentino veniva, però, fagocitato prima da Wout Van Aert e poi da Julien Alaphilippe che, a sua volta, staccava il giovane fiammingo, iniziando la discesa verso Sanremo con 50 metri di vantaggio. Van Aert si riportava sul francese a metà discesa. I due trovavano subito l’accordo. Al rientro sull’Aurelia, 2.500 metri dall’arrivo, il duo poteva contare su un vantaggio di 10” sul gruppo dei migliori, ricompattatosi in discesa e forte di una quindicina di unità.

A questo punto, Alaphilippe tirava i remi in barca, lasciando tutto il peso della fuga sulle spalle di Van Aert. Grazie ad una sparata di Tiesj Benoot, desideroso di portare alla volata il suo capitano, l’australiano Michael Matthews, il vantaggio dei due fuggitivi all’imbocco di Via Roma scendeva a 30 metri. Erano, tuttavia, sufficienti per giocarsi la vittoria.

Van Aert partiva lungo con Alaphilippe che lo affiancava ai 150 metri, dando l’impressione di poterlo superare. Invece, il belga teneva duro, rintuzzando l’attacco del transalpino. Sulla linea d’arrivo, 10 centimetri di margine consacravano una meritatissima vittoria. A 38 anni dal successo di Fons De Wolf, la Milano – Sanremo torna a parlare fiammingo.

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