Giro d’Italia 2019, undicesima tappa: un piccolo canguro nella terra dei campionissimi

Il commento di TPI all'undicesima tappa del Giro d’Italia 2019

Di Simone Gambino
Pubblicato il 22 Mag. 2019 alle 21:15 Aggiornato il 23 Mag. 2019 alle 19:38
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Immagine di copertina
Caleb Ewan all'arrivo al traguardo dell'undicesima tappa del Giro d'Italia 2019 (Credits: Luk BENIES / AFP)

GIRO D’ITALIA 2019 UNDICESIMA TAPPA – Chiunque abbia acceso la tv a 50 km dall’arrivo e abbia pensato che stesse assistendo alla replica della quarta tappa è perdonato.

Oggi, esattamente come otto giorni fa nella Orbetello – Frascati, la corsa è stata caratterizzata dalla fuga dei tre stakanovisti dell’attacco. Marco Frapporti (Androni Giocattoli-Sidermec), Mirco Maestri (Bardiani-CSF) e Damiano Cima (Nippo Vini Fantini Faizanè) anche oggi hanno animato la corsa con più di 200 km di fuga. Per la cronaca, è il bresciano Frapporti, con più di 800 km di fuga, che guida la speciale classifica dedicati ai coraggiosi.

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La classifica generale del Giro d’Italia 2019

Era prevedibile, oserei dire scontato, che la tappa terminasse in volata. La speranza di vedere Elia Viviani finalmente vincitore è andata ancora una volta delusa. Anzi, diversamente da ieri, l’olimpionico di Rio non ha mai lottato per la vittoria, giungendo quarto alle spalle del minuscolo australo – coreano, del vincitore di ieri, il francese Arnaud Demare, e del sempre più positivo campione di Germania Pascal Ackermann.

La presentazione della tappa di oggi

Domani comincia un altro Giro d’Italia, o almeno così dicono in molti. Io non ne sono troppo sicuro e proprio per questo ho deciso di aspettare venerdì per rientrare in corsa. Della Cuneo – Pinerolo tradizionale, quella con i cinque grandi colli disputata in larga parte in Francia, la frazione di domani non è neppure parente. Roba al limite della querela per uso inappropriato del nome. L’impresa delle imprese, quella di Fausto Coppi nel 1949, non la vedremo di certo.

Il percorso del Giro d’Italia 2019

In una tappa comunque breve, solo 145 km, a 30 km dall’arrivo c’è l’inedita salita di Montoso, con il GPM a quota 1.248, che un po’ di selezione di sicuro la farà. Aspettiamoci una volata ristretta a Pinerolo con gli uomini di classifica intenti a non sprecare energie in vista del tappone di venerdì sul Col del Nivolet.

Una ultima considerazione sulla celebrazione odierna con l’arrivo a Novi Ligure in onore dei due campionissimi: Costante Girardengo e Fausto Coppi. Del secondo si continuerà a scrivere all’infinito. È stato il più grande sportivo che l’Italia abbia mai avuto e la sua vicenda personale ha avuto anche un discreto peso sulla evoluzione della società italiana nel dopoguerra.

Il calendario completo del Giro d’Italia 2019

Proprio per questo voglio chiudere su Girardengo. Il 23 maggio 1919, esattamente 100 anni fa domani, Girardengo vinceva la seconda tappa del Giro d’Italia 1919, giungendo solitario a Trieste nella frazione che, partendo da Trento, attraversava le terre irridente, liberate solo sette mesi prima dal giogo austro – ungarico.

Fu quello il primo Giro in cui un corridore abbia preso la maglia alla prima tappa conservandola fino alla fine. Ci sarebbero poi riusciti Alfredo Binda (1927), Eddy Merckx (1973) e Gianni Bugno (1990). Un secolo fa, l’omino di Novi, si ergeva a simbolo della rinascita di una nazione uscita malconcia da una guerra in cui si era pagato un prezzo altissimo per la vittoria.

Quanto servirebbe a questa Italia odierna un nuovo Girardengo!

L’albo d’oro del Giro d’Italia

Dove vedere il Giro d’Italia 2019

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