Giro di Lombardia 2026: Seixas non fa rimpiangere Pogacar
Il francese Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) ha vinto per distacco il 120° Giro di Lombardia. Il ventenne di Lione ha conquistato la corsa delle foglie morte coprendo la distanza di 239 chilometri da Bergamo a Como nel tempo di 5h49’28″ alla media di 41,033 kmh. Alle spalle del transalpino ha guadagnato la piazza d’onore a 48″ il vincitore della recente Vuelta a Espana, il maiorchino Enric Mas (Movistar Team). L’abruzzese Giulio Ciccone, terzo a 1’05”, ha tenuto alto l’onore dell’Italia, confermando la sua predisposizione per questa corsa, che lo aveva già visto sul podio due anni fa.
A dispetto dei 4.850 metri di dislivello, la gara è partita a ritmo frenetico. Dopo 30 chilometri, ha preso il largo un drappello composto dai seguenti 14 corridori: gli italiani Antonio Tiberi (Bahrain Victorious) e Fausto Masnada (MBH Bank CSB Telecom Fort), i belgi Sylvain Moniquet (Cofidis), Louis Vervaeke (Soudal QuickStep) e Victor Campenaerts (Visma Lease a Bike), il canadese Michael Leonard (EF Education EasyPost), i francesi Maxime Decomble (Groupama FDJ United) e e Julien Bernard (Lidl Trek), il neozelandese George Bennett e lo spagnolo Pau Marti (NSN Cycling Team), l’australiano Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), l’olandese Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), il maltese Andrea Mifsud (Team Polti VisitMalta) e il norvegese Johannes Kulset (Uno-X Mobility). I fuggitivi hanno guadagnato un margine di due minuti che si è rapidamente stabilizzato, raggiungendo il massimo vantaggio di tre minuti all’imbocco dell’inedita ascesa di Giovenzana, ai meno 107 dal traguardo.
È iniziata, a questo punto, sotto l’azione della Red Bull, la lente ma costante rimonta del gruppo. L’ascesa al mitico Ghisallo ha segnato l’inizio delle ostilità tra i battistrada che sono rimasti in sette: Moniquet, Leonard, Bernard, Leemreize, Vervaeke, Bennett ed O’Connor. Dietro, il plotone ha ridotto il margine a un minuto. La successiva fase in falsopiano ha visto i big rallentare, consentendo così ai fuggitivi d’imboccare, per la prima volta, il San Fermo della Battaglia, a 30 chilometri dal traguardo, con il margine risalito a un minuto e mezzo. La nuova accelerazione del gruppo per merito di Giulio Pellizzari (Red Bull Bora Hansgrohe) ha fatto scendere il vantaggio a 48″ al passaggio sotto il traguardo a 22 chilometri dalla conclusione. Subito dopo, a decidere il destino della corsa, è stata la salita del Civiglio. È stato qui, tra i meno 19 e i meno 18, che Seixas ha letteralmente sgretolato gli avversari. Il belga Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) e il messicano Isaac Del Toro (UAE Team Emirates) sono andati subito alla deriva mentre hanno provato a limitare i danni il britannico Thomas Pidcock (Pinarello Q36.5 ProCyclingTeam) che, però, ha poi ceduto anche lui, Mas e Ciccone. Questi ultimi hanno tentato un disperato recupero in discesa ma, una volta che la corsa è tornata in piano, è stato chiaro che il francese aveva più benzina nel serbatoio. Nel secondo passaggio sul San Fermo, Mas ha staccato Ciccone definendo così i posti sul podio.
A 20 anni appena compiuti Seixas ha così conquistato la prima classica monumento della sua verde carriera diventando, al contempo, il più giovane vincitore del Lombardia. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG), tanto per capire, aveva dovuto aspettare i 22 anni e mezzo per fare altrettanto. Se quanto visto oggi dovesse proseguire, negli anni a venire ci attende un duello stellare.




