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Gasperini: “Ho avuto i sintomi del Coronavirus prima di Valencia-Atalanta”. Il club spagnolo: “Sorpresi”

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 1 Giu. 2020 alle 14:10 Aggiornato il 3 Giu. 2020 alle 17:29
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Immagine di copertina

Gasperini: “Ho avuto i sintomi del Coronavirus prima di Valencia-Atalanta”

L’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha rivelato, tramite un’intervista alla Gazzetta dello Sport, di non essere stato bene il giorno prima della partita di Champions League contro il Valencia e “il pomeriggio della partita peggio. In panchina non avevo una bella faccia. Le due notti successive a Zingonia ho dormito poco. Non avevo la febbre, ma mi sentivo a pezzi come se l’avessi avuta a 40. Ogni due minuti passava un’ambulanza. Lì vicino c’è un ospedale. Sembrava di essere in guerra – ha proseguito -. Di notte pensavo: se vado lì dentro, cosa mi succede? Non posso andarmene ora, ho tante cosa da fare… “.

Gasperini ha poi proseguito il racconto: “Poi sabato 14 ho fatto un allenamento duro come non ricordavo da anni. Un’ora sul tapisroulant, più di 10 chilometri di corsa. Mi sono sentito bene, forte. Il peggio era passato. Il giorno dopo Vittorio, chef stellato tifoso della Dea, ci ha fatto arrivare 25 colombe e Dom Perignon del 2008, anno di grazia. Lo assaggio e dico: “Ma questa è acqua…”. Tullio (Gritti, i vice di Gasperini) mi guarda storto: “Scherzi? E’ una delizia”. La colomba mi sembrava pane. Avevo perso il gusto”.

La reazione del Valencia

Parole che non sono andate giù al Valencia che ha reagito con una nota sul proprio sito. “Siamo sorpresi dal fatto che l’allenatore sia il giorno prima che il giorno della partita del 10 marzo a Mestalla era a conoscenza di avere sintomi presumibilmente compatibili con il coronavirus e non abbia preso misure preventive, mettendo a rischio, se quello fosse stato il caso, molte persone durante il suo viaggio e soggiorno a Valencia”, si legge nel comunicato.

Il Valencia, che dopo la partita con l’Atalanta ha avuto 10 giocatori e 15 dipendenti positivi, ha poi puntualizzato: “Questa partita è stata tenuta a porte chiuse, circondata da misure rigorose, dall’obbligo delle autorità sanitarie spagnole di prevenire il rischio di contagio, proprio in presenza di persone provenienti da un’area a rischio”.

Gasperini, ad oggi, non ha risposto alla nota del club spagnolo, ma l’Atalanta ha fatto sapere che sono stati rispettati tutti i protocolli durante la trasferta anche perché il tecnico non aveva avuto febbre o problemi respiratori né prima della partenza per Valencia né durante il soggiorno.

L’intervento del ministro della salute

Il ministro della sanità e della salute pubblica spagnola, Ana Barceló, ha rivolto parole dure nei confronti del tecnico dell’Atalanta, accusato di negligenza: “Ha mancato di responsabilità. Sapeva che esisteva una zona a rischio e non avrebbe dovuto muoversi. Le notizia conferma comunque che la partita doveva essere giocata a porte chiuse”. Anche il Valencia non ha gradito le parole di Gasperini tanto che, secondo quanto riporta oggi – 3 giugno – il quotidiano ‘Marca’, avrebbe chiesto una reazione da parte dell’Uefa e dalle autorità italiane.

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