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Vasco Rossi: “Sono sopravvissuto agli anni delle Br, alla droga, alla depressione. E al coma, 3 o 4 volte”

Di Antonio Scali
Pubblicato il 18 Nov. 2020 alle 15:25
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Immagine di copertina

“Sono un sopravvissuto”. Così Vasco Rossi inizia la sua lettera indirizzata a Cesare Cremonini, il quale veste i panni di direttore artistico del numero di Vanity Fair in edicola dal 18 novembre, e per l’occasione ha invitato il rocker a una riflessione sul significato della parola “vivere”. Nel corso della missiva, il cantante ha ripercorso varie tappe della sua vita durante le quali si è sentito, per l’appunto, un sopravvissuto.

“Sono sopravvissuto alla “noia”. Vivendo a Zocca sapevo che da lì bisognava partire perché se sei in pensione ci stai benissimo, ma a 20 anni non c’è niente da fare. Il mio treno si è chiamato Punto Radio, una delle prime radio “pirata” o “libere””. Poi per Vasco arrivano gli anni Settanta: “Sono sopravvissuto agli anni ’70. Quando c’erano gli anni di piombo, le Brigate rosse, Lotta Continua e Potere Operaio”. Anni di impegno politico, durante i quali ha preferito chiamarsi fuori dai soliti schieramenti.

Gli Ottanta sono stati gli anni “da bere e dell’edonismo. Sono sopravvissuto alla droga e agli eccessi di quegli anni. Ne ho combinate di c*****e, ma le ho anche pagate tutte. Gli anni ’80, quelli più stupidi del secolo ma anche i più belli e divertenti e, per me, gli anni irriverenti di Colpa d’Alfredo, di Ogni volta, Vita spericolata e di Bollicine”.

Nei Novanta Vasco Rossi ha raggiunto il grande traguardo di metter su famiglia con la sua Laura: “Qualcosa di solido che si costruisce insieme, che va oltre alla passione e si trasforma via via in affetto, amore”. Si arriva così al nuovo millennio. “Poi sono sopravvissuto al 2000! Al “millennium bug” con una canzone a cui sono molto affezionato: La fine del millennio. Quando gli amici hanno cominciato a morire intorno, Lolli, Massimo, Marietto… E sono andato in depressione. Ecco, sono sopravvissuto anche a quella depressione lì”.

Gli anni Dieci sono stati per Vasco quelli delle canzoni “oneste e sincere”, ma anche della malattia: “Sono anche sopravvissuto a tre malattie mortali, nel 2011, quando sono andato in coma per tre o quattro volte. Preso per un pelo, eh, sono sopravvissuto anche a questo”. Venendo al periodo che stiamo vivendo, il rocker non poteva non dire la sua sull’epidemia di Covid: “È veramente un brutto periodo. Per tutti. Una catastrofe planetaria che nessuno avrebbe potuto immaginare, sarebbe stato peggio solo… se ci avesse colpiti un meteorite!”. “Sopravvivrò anche a questo” a meno che non “morirò di noia per il lockdown”, ammette il cantante nella lettera, annunciando anche l’uscita di una nuova canzone per il 1 gennaio 2021: “Sarà una canzone d’amore”, fa sapere.

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