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Gabriel Garko e il coming out un tanto al chilo (di F. Bagnasco)

Di Franco Bagnasco
Pubblicato il 26 Set. 2020 alle 11:29
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Immagine di copertina

Gabriel Garko e il coming out un tanto al chilo

Mi dia tre etti di coming out. Subito signore … Ops, mi sono scesi tre etti e mezzo, che faccio, lascio? L’attore torinese Gabriel Garko (all’anagrafe Dario Gabriel Oliviero) ieri sera su Canale 5, nella cornice caciarona della quinta edizione del Grande Fratello Vip, ha rivelato al Paese la propria omosessualità; quello che lui stesso poco dopo, a mezza bocca, avrebbe definito “Il segreto di Pulcinella”. Riferendosi a quanto la cosa fosse da anni di dominio pubblico fra gli addetti ai lavori dei media e dello spettacolo. Non però tra le inquiete e illuse casalinghe dello Stivale, che hanno a lungo sognato e pianto sulle fiction dove il nostro appariva superfigo e ultra-macho senza sfumature.  Ma la vita è fatta di sorprese. Garko,  con la complicità di Alfonso Signorini, ieri sera ha sdoganato il coming out un tanto al chilo, consumatosi nell’ottica delle piene sinergie aziendali, sfoderando tra l’altro un’ottima arma di distrazione di massa rispetto alla questione calda sul tappeto: il cosiddetto AresGate.

Gabriel Garko fa coming out per non parlare dell’AresGate?

La questione, nebulosa e torbida, era stata sollevata di recente dall’attrice Adua Del Vesco (ex “fidanzata” di Garko), chiusa nella Casa di Cinecittà insieme con un successivo ex fidanzato, l’attore Massimiliano Morra. Entrambi, così come Garko, hanno lavorato a lungo per la casa di produzione Ares Film, ormai fallita, nata dalle ceneri della Janus International e della quale Mediaset deteneva il 30% delle quote. Nei colloqui domestici fra i due giovani attori, che parlavano allucinati davanti alle telecamere in modo generico di una sorta di setta, di volontà dei singoli piegate, di un cattivo che dominava la scena, le cronache hanno letto riferimenti al regista Teodosio Losito, morto suicida nel gennaio del 2019, e al produttore Alberto Tarallo, deus-ex-machina della defunta società che per anni ha sfornato tele-feuilletton per il Biscione. “Alla Ares – ha scritto Giuseppe Candela su Dagospia – ha lavorato anche Luna Berlusconi, figlia di Paolo, come responsabile casting della società. E nelle fiction hanno recitato volti stimati professionalmente da Silvio Berlusconi: da Sonia Grey a Elena Russo, da Camilla Ferranti oltre a Manuela Arcuri. Trova spazio per esempio anche Alessandra Barzaghi, figlia di Rosanna Mani, responsabile relazioni area spettacolo di Tv Sorrisi e Canzoni”.

Una vicenda caldissima e pruriginosa, che i programmi Mediaset avevano deciso comunque di cavalcare a modo loro, perché la share è sacra: dai programmi della D’Urso, ça va sans dire, allo stesso GFVip di Signorini, che aveva annunciato per ieri sera “sviluppi clamorosi”. Non fosse che, come hanno rivelato le cronache, Mediaset avrebbe ricevuto nei giorni scorsi una diffida dai legali dello stesso Tarallo. Vietato insistere sull’argomento. Una storiaccia che aveva già iniziato a montare ovunque sui media. Sono iniziate così brusche frenate e marce indietro: interi spezzoni di programmi già trasmessi sono stati cancellati da Mediaset Play e i conduttori hanno dovuto infilare il bavaglio. Brutta storia per il direttore di Chi, il quale, oltre ad avere coltivato lo scoop in casa, si era già sbilanciato promettendo al pubblico altri grossi colpi di scena. Impossibile (e autolesionistico) ignorare completamente la cosa.

“Gabriel Garko sta per entrare nella Casa a raccontare la sua verità”. Che vuol dire tutto e niente.

Come sistemare dunque (in qualche modo, certo) la questione, continuando però a “giocare” collateralmente con gli stessi protagonisti? È venuto allora prontamente in aiuto Gabriel Garko, che – stimolato – ha deciso di giocarsi il coming out di una vita al Grande Fratello Vip. Introdotto come un attore che ha “già 48 anni” (cosa che il nostro non ha molto gradito), Garko ha percorso la passerella mentre sul grande schermo campeggiava una vecchia copertina di Tv Sorrisi e canzoni, il settimanale della casa, raffigurante lui e la Del Vesco. All’anagrafe Rosalinda Cannavò. Intanto scorreva un sottopancia che più sibillino non si può: “Gabriel Garko sta per entrare nella Casa a raccontare la sua verità”. Che vuol dire tutto e niente.

A seguire una strana lettera molto barocca che lui ha letto a lei. Una supercazzola emozionale sull’amore/gioco che avevano vissuto insieme e che si chiudeva con la frase: “La verità scavalcherà ogni segnale di omertà”. Che tradotto significa: intanto, nel dubbio, sulla vicenda Ares non vi dico nulla; però intanto prendete il mio privato (se capite qualcosa di quel che sto leggendo) e godetene tutti. Signorini alla fine ha tentato di estorcergli qualche parola più, ma Gabriel è stato irremovibile: “In un programma più consono”. È stata Patrizia De Blanck a parlare per prima di “Coming out di Gabriel”, poi il conduttore stesso ha ricordato l’emozione di quando lui stesso annunciò ai genitori la propria omosessualità. E infine Signorini ha annunciato che Gabriel Garko sarà ospite il 3 ottobre da Silvia Toffanin per terminare di raccontare il suo segreto. Perché si sa: du coming out is megl che one.

Non osiamo neppure immaginare quale sia il cachet percepito dal sensibile Garko per il “pacchetto Coming out” televisivo. Perché di pacchetto a tutti gli effetti si può parlare, visto che la partecipazione dell’attore a «Verissimo» è stata annunciata con un teaser nel giro di pochi istanti e nella stessa sede (unilateralmente, fra l’altro) dallo stesso conduttore. Quindi era tutto già deciso. Il GFVip ha il più grosso budget fra le produzioni Mediaset, ma è ragionevole credere che per pagare il prezzo di una confessione che vale una vita e una carriera fosse necessario (e intelligente) spalmare la cosa su altri programmi: come quello, sempre molto ben servito come ospiti, della compagna di Piersilvio Berlusconi.

Intendiamoci: ognuno decide dove e come rendere pubblico qualcosa di così intimo e personale. Ma è eticamente bello ciò che è successo ieri sera su Canale 5, oppure si tratta di una commercializzazione spettacolarizzata dell’interiorità che poteva essere evitata? Forse cercare un’etica nella tv è pura illusione. Comunque ognuno si faccia un’idea e giudichi in proprio.

Resta il fatto che in tutto questo bailamme di detto, non detto (e parzialmente risaputo) ieri sera il Grande Fratello Vip non ha neppure vinto la serata: 2.877.000 spettatori con il 16,8% di share, a fronte di un Tale e quale Show (il varietà dove quelli di spettacolo si travestono come altri colleghi e cantano) che su Rai1 ha catturato 3.741.000 teste e il 18,5% di share. Forse il problema sta nel fatto che le maschere nella vita bisogna saperle portare.

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